Scuola e legge bilancio 2020 ultime notizie: lunedì fiducia in Senato, ecco le novità e le modifiche

Un Ordine del giorno è stato presentato, cosi’ come è riportato, dal resoconto sommario n. 321 del 06/12/2016,della seduta pomeridiana della commissione istruzione del senato,per i docenti della scuola italiana. In particolare, gli ordini del giorno, riguardano l’assunzione dei docenti precari, diplomati magistrale ante 2001/2002,docenti abilitati con TFA e PAS  e docenti non abilitati, nel corso della discussione della legge di stabilita, approvata in senato ormai definitivamente.Apprendiamo che  gli unici senatori ad aver prestato attenzione ed interesse per la suddetta  assunzione dei docenti precari, siano essi abilitati e non, sono stati i senatori PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO del Misto, Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia Libertà che hanno avuto il coraggio di presentare vari ordini del giorno, volti alla stabilizzazioni dei suddetti docenti precari.
Sebbene respinti, il gruppo dei docenti precari abilitati non inseriti in graduatoria ad esaurimento non può far altro che ringraziare tali senatori, per l’interesse che hanno dimostrato nei confronti della categoria dei docenti precari della scuola Italiana.
Con rammarico, notiamo invece, che nessun ordine del giorno o altro provvedimento a favore dell’assunzione dei precari è stato presentato dai senatori del movimento cinque stelle.
Ci chiediamo, legittimamente, perché, i deputati dei cinque stelle,si ostinano a decantare la nostra tutela quando poi al momento opportuno, ossia presso le aule, sia del senato che della camera del parlamento, dagli stellini non vengono presentati provvedimenti per l’assunzione dei docenti precari?
 
 
Di seguito indichiamo gli Ordini del giorno presentati dal gruppo misto, sinistra italiana ed ecologica.
 
 
 Ordine del giorno 2611 sez I/2/7
PETRAGLIA, BOCCHINO, DE PETRIS, BAROZZINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO
La Commissione,
in sede di esame del disegno di legge A.S. 2611 recante «Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019»,
premesso che:
la scuola pubblica dovrebbe realizzare i seguenti obiettivi:

  1. a) riduzione dell’attuale divario anagrafico tra docente e discente, anche al fine di promuovere il pieno sviluppo delle potenzialità innovative della didattica;
  2. b) ridefinizione della formazione delle classi e riduzione dell’attuale rapporto dimensionale tra alunni e docenti, in modo da configurare un numero di alunni per classe non superiore a 20, anche in considerazione della presenza di alunni disabili;
  3. c) garanzia della presenza di tutti i docenti di sostegno necessari al progetto didattico, nonché l’assegnazione di docenti di sostegno per tutto l’orario richiesto dal medesimo progetto, fino a coprire interamente l’orario di permanenza a scuola dell’alunno o alunna disabili, se necessario;
  4. d) ridefinizione dell’offerta didattica e formativa, al fine di consentire il pieno sviluppo della personalità degli individui attraverso la definizione di programmi didattici innovativi e di contrasto a fenomeni di dispersione scolastica, disagio sociale e analfabetismo, garantendo dotazioni aggiuntive di personale docente, educativo e un organico ottimale del personale amministrativo, tecnico e ausiliario attraverso:

1) l’elaborazione e realizzazione di un programma di interventi e misure volte al contrasto dell’analfabetismo di ritorno, nonché del più generale svuotamento e declino delle competenze;
2) la reintroduzione e il potenziamento dell’insegnamento della storia dell’arte, in particolare nelle scuole dell’istruzione secondaria;
3) l’alfabetizzazione nella lingua italiana e l’inclusione linguistica e culturale degli alunni e delle alunne migranti, determinata in misura di almeno un docente ogni cinque alunni o alunne con necessità di prima alfabetizzazione e di almeno un docente ogni venti alunni o alunne di recente immigrazione, intendendosi per tali coloro che risiedono in Italia da meno di tre anni;
4) il potenziamento delle discipline storico-filosofiche, anche al fine di promuovere lo sviluppo della riflessione etica, del senso critico e dell’educazione civica, nonché di diffondere la consapevolezza nei confronti dei principi e dei valori costituzionali;
5) la promozione di modelli culturali e comportamentali inclusivi, consapevoli e sostenibili attraverso l’introduzione di materie di insegnamento quali l’educazione sentimentale, l’educazione ambientale, l’educazione alimentare, nonché attraverso il potenziamento di alcuni insegnamenti;
risulta, dunque, necessaria, per procedere a un reale ed innovativo processo di riforma della scuola e delle modalità di reclutamento del personale scolastico e per eliminare le cause determinanti la formazione di precariato, l’elaborazione di un Piano pluriennale di assunzioni a tempo indeterminato del personale docente, in deroga alle limitazioni di contingenti delle dotazioni organiche;
tale Piano pluriennale di assunzioni, oltre a incidere sui processi di formazione del precariato, dovrebbe essere volto al raggiungimento degli obiettivi sopra menzionati, ed inoltre dovrebbe consentire la sostituzione del cento per cento del turn over del personale della scuola in considerazione dell’avvenuta stabilizzazione dell’andamento demografico italiano, che presenta, da almeno un quindicennio, minime variazioni percentuali;
le assunzioni necessarie dovrebbero essere attuate garantendo il personale che ne ha maturato il pieno diritto per appartenenza alle graduatorie ad esaurimento, agli abilitati TFA e PAS, a chi è in possesso del diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002, agli appartenenti alla terza fascia d’istituto che ha prestato servizio nella scuola per più di 36 mesi, ai docenti precari della scuola dell’infanzia, con la regolare e costante copertura di tutti i posti disponibili e vacanti;
impegna il Governo:
a valutare l’opportunità di avviare finalmente un vero piano pluriennale di assunzioni per le finalità e nei termini di cui in premessa.
Ordine del giorno G/2611 sez I/3/7
 
 
 
BOCCHINO, CAMPANELLA, PETRAGLIA
La Commissione,
in sede di esame del disegno di legge A.S. 2611 recante «Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019»,
premesso che:
il comma 268 prevede che al fine di sostenere l’accesso dei giovani all’università, e in particolare dei giovani provenienti da famiglie meno abbienti il fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio, di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68, iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, è incrementato di 50 milioni di euro a decorrere dall’anno 2017;
considerato che:
il diritto allo studio è fra i principali diritti sanciti dalla Carta costituzionale ed è propedeutico al criterio stesso di uguaglianza di tutti i cittadini;
l’articolo 34 della Costituzione, in particolare, recita che capaci e meritevoli hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi anche se privi di mezzi, e stabilisce che la Repubblica rende effettivo tale diritto con borse di studio, assegni e altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso;
è storicamente provato che gli investimenti in formazione e conoscenza si rivelino altamente proficui sul medio e lungo termine; così com’è tristemente noto il dato ufficiale secondo il quale alfabetizzazione, scolarità e spesa culturale delle famiglie, in Italia, sono fra le più basse del mondo sviluppato;
impegna il Governo:
a ristabilire e rimettere al centro della propria azione Scuola e formazione quali elementi ineludibili per il progresso del Paese;
a incrementare di almeno il doppio i fondi previsti per il diritto allo studio e a individuare forme costanti di finanziamento, che, escluse dal patto di stabilità interno delle Regioni possano garantire in prospettiva e a lungo termine questo elementare quanto fondamentale diritto di ogni cittadino.
Ordine del giorno G/2611 sez I/3/7 testo 2
BOCCHINO, CAMPANELLA, PETRAGLIA
La Commissione,
in sede di esame del disegno di legge A.S. 2611 recante «Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019»,
premesso che:
il comma 268 prevede che al fine di sostenere l’accesso dei giovani all’università, e in particolare dei giovani provenienti da famiglie meno abbienti il fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio, di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68, iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, è incrementato di 50 milioni di euro a decorrere dall’anno 2017;
considerato che:
il diritto allo studio è fra i principali diritti sanciti dalla Carta costituzionale ed è propedeutico al criterio stesso di uguaglianza di tutti i cittadini;
l’articolo 34 della Costituzione, in particolare, recita che capaci e meritevoli hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi anche se privi di mezzi, e stabilisce che la Repubblica rende effettivo tale diritto con borse di studio, assegni e altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso;
è storicamente provato che gli investimenti in formazione e conoscenza si rivelino altamente proficui sul medio e lungo termine; così com’è tristemente noto il dato ufficiale secondo il quale alfabetizzazione, scolarità e spesa culturale delle famiglie, in Italia, sono fra le più basse del mondo sviluppato;
impegna il Governo:
a valutare di ristabilire e rimettere al centro della propria azione Scuola e formazione quali elementi ineludibili per il progresso del Paese;
a valutare di incrementare di almeno il doppio i fondi previsti per il diritto allo studio e a individuare forme costanti di finanziamento, che, escluse dal patto di stabilità interno delle Regioni, possano garantire in prospettiva e a lungo termine questo elementare quanto fondamentale diritto di ogni cittadino.

Loading...