La Cassazione apre ai magistrali

Sulla recente sentenza della Cassazione che si è espressa sulla questione della giurisdizione per i ricorsi inerenti all’inserimento in Gae dei diplomati magistrali ante 2001/2002 si aprono adesso alcuni quesiti. Giungono spesso in redazione domande da parte degli interessati circa le conseguenze che la decisione della Cassazione di cui parlavamo in questo articolo, non ultima la domanda sulla data prevista per la discussione nel merito da parte del Consiglio di Stato circa il valore abilitante del titolo. A questo scopo nell’immagine viene riportato il calendario delle udienze previste con la possibilità che l’appuntamento venga fissato per febbraio 2017.

Doppia validità

In riferimento a quanto scritto nel dispositivo della Suprema Corte, di cui alleghiamo in fondo il file col testo integrale della sentenza, va subito detto che non è vero che il giudice del lavoro non sia più competente in materia a giudicare. La circostanza viene chiarita al punto 4.3 della sentenza stessa. Ossia, dipende da cosa si va a chiedere ai giudici, l’oggetto del contendere insomma. Come quando si fa un tema in pratica: si da un titolo, una traccia e poi si fa lo svolgimento del tema vero e proprio. Il risultato finale dunque è che entrambe i tribunali sono competenti e la scelta dipende dai tempi e dal cosiddetto Petitum.

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La parte in cui si spiega la competenza a giudicare

Leggendo il dispositivo si apprende che……”Nella specie, la domanda delle ricorrenti è chiaramente volta all’annullamento del d.m. n.325 del 2015, del quale costituisce parte integrante il d.m. n.235 del 2014.”Stiamo cioè parlando della esplicita richiesta di dichiarare nullo un ATTO. Non di dire cioè se l’inserimento in Gae in sé va discusso al Tar o al Gdl come semplicisticamente riassunto in giro. E qui dice chiaramente che …..”Sussiste nella specie ANCHE la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.”Quell’anche sottintende implicitamente che allorquando si contesta la lesione di un diritto soggettivo, oltre il termine dei 60 gg. per impugnare il DM del Miur per cui si va al Tar, vada interessata della questione la giustizia ordinaria.

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Altre questioni aperte

Ci sono poi altre domande che i diplomati fanno in merito alla convenienza a fare o a fermare un ricorso. Alla prima domanda circa il fatto che decada per incompetenza il ricorso al gdl abbiamo in parte risposto all’inizio dicendo che no: non si chiede di annullare un atto al giudice ma di esprimersi sull’esclusione dalle Gae. Il tema, o Petitum, dunque è molto diverso in questo caso. Un’altro fronte di discussione si apre quando si parla dei ricorsi respinti dal gdl. Molti chiedono se, dato che la competenza è del Tar, sia il caso di lasciarli cadere. La risposta in questo caso, che andrà corroborata anche da un legale esperto e di fiducia, non può che essere negativa: qualora passasse in giudicato il singolo Usp potrebbe prenderla a pretesto per escludere il ricorrente dalle Gae, vanificando una eventuale pronuncia positiva del Tar. Passi che sarebbe facilmente impugnabile di fronte ad un giudice ma, di norma, è preferibile la strada del ricorso in Appello per non vedersi pregiudicato il diritto acquisito.
 
Di seguito il testo originale della sentenza:
cassazione-SSUU-conferma-giurisdizione