Classe

Certe vicende meriterebbero i titoli di apertura di un TG5 o un TG Rai, ma, ahinoi, queste notizie ‘non fanno notizia’ e allora sono destinate a restare nell’oblio del Web e soprattutto nell’oblio dell’informazione, quella vera, non quella artefatta che ci sottopongono ogni giorno.

Ci troviamo, stavolta, in una scuola del Nord-Est Italia ed evitiamo di fare espliciti riferimenti proprio per l’estrema delicatezza della situazione. Stiamo parlando di una bambina che frequenta la scuola media e che non mangiava da due giorni e che per lavarsi era costretta ad usare l’acqua fredda. Di inverno, si sa, usare l’acqua fredda non è propriamente raccomandato, anzi. E’ così la bambina, proprio a causa della situazione di indigenza a cui era costretta, è svenuta in classe, di fronte ai propri compagni e alla sua insegnante.

Loading...

Ultime notizie scuola, venerdì 16 dicembre 2016: ragazzina sviene in classe, non mangiava da due giorni

‘Non è la prima volta che capita – ha sottolineato il preside dell’Istituto – Di bambini che vivono senza riscaldamento o senza un piatto caldo, o non hanno i soldi per pagare i buoni pasto della mensa ce ne sono anche a Udine, e non solo qualcuno, solo che queste situazioni non vengono quasi mai denunciate. A volte ne siamo a conoscenza e cerchiamo di dare una mano, per quanto possiamo, alle famiglie di questi minori – ha proseguito il dirigente scolastico – ma in altri casi, se i ragazzi non trovano in noi il canale giusto per parlare e confidarsi, può capitare che alcune situazioni sfuggano.’

Il preside lancia un appello: ‘Cerchiamo il dialogo con le famiglie, se possibile le vogliamo aiutare’

‘Noi cerchiamo il dialogo con le famiglie e vogliamo aiutarle, ove possibile – conclude il preside nelle sue dichiarazioni rilasciate a direttanews.it – ma si tratta di realtà delicate, in cui spesso anche gli stessi genitori non si affidano ai servizi per un senso di vergogna e pudore, e ignorano le agevolazioni e i supporti sui quali possono invece contare per ricevere qualche sussidio. Ci vorrebbe maggiore conoscenza di questi aspetti. Servirebbe una lista degli uffici e delle soluzioni alle quali ci si può rivolgere per richiedere cibo, indumenti o aiuti, così da agevolare anche le persone che non sono a conoscenza di queste possibilità’.