RAV Rapporto di autovalutazione d'istituto
RAV Rapporto di autovalutazione d'istituto

RAV d’istituto. In questi giorni molte scuole italiane stanno pubblicando i dati relativamente ai ‘rapporti di autovalutazione’ d’istituto. Una carrellata delle criticità e delle problematiche che sono emerse durante gli anni precedenti all’interno di ogni singola istituzione scolastica. Tale rapporto rappresenta il punto di partenza e la base per la predisposizione di un altro documento strategico per le scuole e cioè il Piano di Miglioramento.

I risultati dei RAV mostrano una scuola in difficoltà, le prove INVALSI aumentano le criticità

Nella maggior parte dei risultati pubblicati in questi giorni da ogni singola istituzione, emerge una situazione, per quanto concerne i risultati scolastici, nettamente positiva, la quale lascia intravvedere buone prospettive per il futuro. I report parlano infatti di un sostanziale 67% di risultati scolastici positivi, a fronte di uno sparuto 9% di scuole che evidenziano, invece, qualche criticità. Complessivamente, solo l’1% delle scuole si posiziona su un livello altissimo di criticità; tra le cause di questa situazione ricordiamo: l’incapacità della scuola a garantire, per tutti gli alunni, lo stesso livello di successo formativo; molti alunni abbandonano prematuramente la scuola durante il passaggio da un anno all’altro; infine, alcuni rapporti evidenziano, in concomitanza con alcuni anni scolastici, la quantità eccessiva di alunni non ammessi alla classe successiva.
Nonostante questi risultati, per certi versi apprezzabili, permangono ancora forti criticità con le prove standardizzate, somministrate ogni anno dall’INVALSI. Gli esiti mettono in luce tante difficoltà tra gli alunni che devono adempiere allo svolgimento delle stesse; da quello che si evince nei report, il 60% delle scuole, evidenzia risultati abbondantemente negativi, a differenza di uno scarno 37% delle scuole che presentano risultati positivi, attribuendosi una valutazione assolutamente positiva.

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Il RAV per aree geografiche

Per quanto concerne la suddivisione dei risultati per area geografiche, la situazione, come era facile prevedere, presenta i seguenti risultati: le scuole dell’Italia del nord-ovest e del nord-est si assegnano una valutazione positiva pari o superiore al 44% dei casi. Il dato del sud vede in testa le scuole isolane che si attribuiscono dati via via decrescenti e tendenti, in media, a un dato pari al 31%. I risultati crescono negativamente a proposito delle prove INVALSI (44% nelle isole e 39% al sud Italia).

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Vita breve per le prove INVALSI?

A proposito delle prove standardizzate, le ultime notizie parlano di un imminente decreto ad hoc, il quale dovrebbe eliminare del tutto tali prove durante gli esami di Stato. A quanto pare, le stesse non saranno valide e determinanti ai fini dell’ammissione agli esami conclusivi e saranno presenti solamente durante il terzo anno scolastico. Staremo a vedere quello che farà la neo Ministra Fedeli a proposito delle misure che riguardano questa problematica e non solo.
(Fonte: CERIPNEWS)