Bonus studenti spendibile su Amazon
Bonus studenti spendibile su Amazon

Il Bonus studenti, è stato oggetto di interrogazione parlamentare. A seguito di tale Interrogazione  sul Bonus studenti, a risposta immediata in commissione 5-09988 presentata da PALMIERI Antonio in data Mercoledì 9 novembre 2016, il  SOTTOSEGRETARIO DI STATO dei BENI, ATTIVITA’ CULTURALI e del TURISMO ha risposto indicando i requisiti e gli enti finora accreditati presso cui gli studenti possono spendere  il suindicato Bonus  studenti di 500 euro.
A tale fine, per usufruire e quindi spendere il suindicato Bonus studenti, è necessario:
-che lo studente abbia raggiunto la maggiore età,
-che faccia un acquisto on line su Amazon.
Inoltre , la Presidenza, per la spendibilità del bonus studenti,  ha provveduto ad attivare i canali di comunicazione più vicini a loro, utilizzando i social network e creando anche una pagina Facebook.
Importante è sapere che attualmente l’unico ente accredito presso cui spendere il Bonus studenti è Amazon, con acquisti on line.

Bonus studenti, interrogazione parlamentare

Di seguito, riportiamo l’interrogazione presentata dall’onorevole Palmieri sul Bonus studenti e la risposta, giunta per iscritto.
Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-09988 presentato da PALMIERI Antonio, testo di Mercoledì 9 novembre 2016, seduta n. 704
— Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo .
— Per sapere – premesso che:
l’attuazione della norma si è resa possibile solo dal 3 novembre 2016, con quasi un anno di ritardo, con l’attivazione del sito 18app. I ragazzi devono registrarsi dopo aver ottenuto identità Spid attraverso 4 diversi possibili provider: Poste italiane, Tim, Infocert, Sielte con diverse procedure di accreditamento; gli acquisti possono essere effettuati sia in luoghi fisici che mediante e-commerce. Anche gli esercenti devono accreditarsi: dopo una prima registrazione, devono di volta in volta accedere al sito per poter richiedere il rimborso del buono ottenuto dal 18enne ed emettere relativa fattura; i ritardi nell’attuazione della norma, la farraginosità del processo di accreditamento e la mancata informazione capillare non hanno stimolato gli esercenti del settore culturale, soprattutto nelle piccole realtà, ad aderire a questa iniziativa che avrebbe dovuto, nelle intenzioni del Governo, elevare il livello di consumo di prodotti culturali da parte dei giovani e, di conseguenza, spingere i consumi culturali, specialmente a favore dei piccoli esercizi commerciali del settore; a pochi giorni dall’attivazione del sito sembra all’interrogante che la norma sia servita a favorire solo i grandi operatori. Per esempio, Amazon ha immediatamente fornito i servizi connessi all’utilizzo del bonus, creando un apposito sito amazon.bonus18.it; viceversa ci sono state solamente poco più di 150 mila registrazioni di esercenti, a fronte di un risultato ben più corposo indicato dal Governo come obiettivo –: quali iniziative intenda assumere a tutela dei librai e in genere degli operatori del settore culturale italiano, affinché possano avere le giuste opportunità per intercettare almeno parte dell’utilizzo del bonus. (5-09988).
Risposta scritta pubblicata Giovedì 10 novembre 2016 nell’allegato al bollettino in Commissione VII (Cultura) 5-09988
L’Onorevole Palmieri mi chiede notizie in merito ad un argomento sul quale lo stesso Ministro Franceschini è intervenuto nel corso del question time ordinario svoltosi ieri pomeriggio in Aula Camera. Rimando pertanto alla risposta del Ministro, formulata in quella sede, per quanto riguardo la puntuale ricostruzione delle fasi di approvazione del DPCM recante i criteri e le modalità di attribuzione e di utilizzo della Carta elettronica. D.lgs. n. 82/2005 (Codice dell’Amministrazione Digitale), Il DPCM n. 187 del 2016, ha stabilito, all’articolo 3, comma 2, che i dati anagrafici sono accertati attraverso il Sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale di cittadini e imprese (SPID), dando così attuazione all’articolo 64 del che prevede che per favorire la diffusione di servizi di rete e agevolare l’accesso agli stessi da parte di cittadini e imprese, anche in mobilità, è istituito a cura dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), il sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale di cittadini e imprese. Le modalità per l’attribuzione dell’identità digitale sono contenute del DPCM 24 ottobre 2014, che ha trovato piena applicazione nella nostra iniziativa.
Ai sensi dell’articolo 7 del DPCM n. 187/2016 gli esercenti presso i quali è possibile utilizzare la Carta sono inseriti in un apposito elenco, al quale si possono registrare (l’adesione è quindi su base volontaria, eccezion fatta per le strutture museali e i luoghi della cultura del MiBACT, che sono stati inseriti di default nell’elenco) utilizzando le credenziali fornite dall’Agenzia delle Entrate, quindi con la semplice indicazione della partita IVA, del codice ATECO dell’attività prevalentemente svolta, della denominazione e dei luoghi dove viene svolta l’attività, della tipologia dei beni e dei servizi che l’esercente offre tra quelli oggetto dell’iniziativa, ovvero: biglietti per rappresentazioni teatrali e cinematografiche e spettacoli dal vivo; libri, ai quali sono stati equiparati gli ebook (ormai diffusissimi tra i giovani) e gli audiolibri; titoli di accesso a musei, mostre ed eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche, parchi naturali.
Per quegli esercenti che potenzialmente svolgono attività molto affini allo spirito dell’iniziativa di promozione della cultura e dell’avvicinamento ad essa dei giovani diciottenni, ma il cui codice ATECO dell’attività prevalentemente svolta non è direttamente riconducibile ad essa (si pensi ad esempio alle tantissime cartolibrerie), il Ministero ha attivato una casella di posta elettronica certificata alla quale i suddetti esercenti possono richiedere comunque l’iscrizione all’elenco, previa breve descrizione dell’attività normalmente svolta, nella quale si devono evidenziare le affinità con gli ambiti previsti dal DPCM.
Il Ministero validerà le richieste di adesione e comunicherà con PEC, contestualmente anche alla SOGEI, l’accettazione o il diniego all’iscrizione all’applicazione 18aap. Al fine di cominciare a consentire l’iscrizione degli esercenti e nelle more della pubblicazione del DPCM, lo scorso 16 settembre il sito 18app è stato attivato in versione beta ovvero di consultazione per i ragazzi, ma con possibilità di registrazione per gli esercenti. L’articolo 4, comma 2, del DPCM 187/2016 prevede che «l’attività di comunicazione istituzionale riguardante l’attuazione del presente decreto è curata (…..) dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per l’informazione e l’editoria». La Presidenza del Consiglio dei ministri ha sin dall’inizio preso contatti con le principali Associazioni di categoria e con l’ANCI affinché pubblicizzassero l’iniziativa presso i propri iscritti. Lo scorso 21 ottobre la Presidenza del Consiglio ha indirizzato a InfoCamere – Società Consortile d’Informatica delle Camere di Commercio Italiane e al MISE, una nota nella quale rappresentava l’esigenza di individuare un elenco di imprese, previamente identificate tramite codice ATECO, cui inviare, mediante Posta Certificata, l’invito ad avviare la procedura di accreditamento predisposta per il tramite del sito internet http://www.18app.it.
Per quanto concerne i giovani, la Presidenza ha provveduto ad attivare i canali di comunicazione più vicini a loro, utilizzando i social network e creando anche una pagina Facebook.
Dai monitoraggi giornalieri che pervengono dalla SOGEI S.p.A – che, come noto, è la società in house del MEF, incaricata dell’implementazione del sito – risulta, al momento, che sulle potenziali 197.737 partite IVA attive, da intendersi direttamente riconducibili all’iniziativa, quelle iscritte al sito sono 992 di cui: 983 con modalità di vendita sia fisica che online (sistema misto); 9 (tra cui Amazon) con modalità di vendita solo online.
Tra queste l’unica già attiva è Amazon, mentre le restanti 8 stanno ultimando le attività di implementazione dei propri sistemi informatici, per rendersi visibili ai diciottenni.
La scelta della vendita fisica, online o mista (con entrambe le modalità) è ovviamente lasciata alla scelta dell’esercente al momento dell’iscrizione.
Le modalità di validazione del buono (o voucher) possono essere varie, a seconda della scelta operata:

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  1. a) In caso di vendita diretta (esercizio «fisico»), l’applicazione 18app nell’area non autenticata consente all’esercente di validare il singolo buono tramite l’indicazione del codice di riferimento (anche tramite lettura ottica del codice a barre o del QR) e del codice «esercente» assegnato una-tantum in fase di registrazione al servizio;
  2. b) In caso di vendita online, dal suo sito verrà richiamato un servizio web che gli consentirà di validare il buono.

Per il rimborso, gli esercenti che aderiscono all’iniziativa, emetteranno una o più fatture elettroniche, ai sensi della normativa vigente, che saranno liquidate dalla CONSAP S.p.A., direttamente incaricata ai sensi del DPCM 187/2016, sulla base di fondi stanziati in tranche dal Ministero. Spero di aver chiarito i dubbi dell’onorevole Palmieri al quale rammento che il disegno di legge di bilancio 2017 ha previsto il rifinanziamento dell’iniziativa.

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