Ci giungono, da diversi Docenti precari, diplomati magistrali ante 2001/2002,che hanno proposto ricorso, per il loro inserimento nelle graduatorie provinciali ad esaurimento, che ne sarà della loro pretesa, o appello, nel caso di sentenza respinta in primo grado, avanzata al giudice del lavoro e quindi ai tribunali ordinari italiani.

E’ opportuno fare un breve sunto della vicenda 

Dal sito della voce dei giusti, relativa ai ricorsi sui Docenti precari, si legge che grazie ad un ricorso, voluto dall’attuale presidente del Sindacato appunto La Voce dei Giusti,per i Docenti precari, all’epoca ex coordinatrice nazionale della vecchia Associazione, e finanziato con i soldi dell’associazione senza pesare sulle spalle dei precari, è stata finalmente messa la parola fine al “rimpallo” di competenze  giurisdizionali tra il Giudice del lavoro e il Giudice amministrativo sulla questione delle graduatorie.  Sindacati e associazioni del settore da sempre proponevano ricorsi al Tar, poi declinati al giudice ordinario che a sua volta “passava la palla” al giudice amministrativo. Ora una sentenza della Cassazione a Sezioni Unite, su un ricorso patrocinato dagli Avvocati  Michele Bonetti, Santi Delia e Umberto Cantalli, ha chiarito la questione dicendo che la  competenza è unica nazionale e del Tar del Lazio.
Finalmente la Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite si è espressa sulla nota querelle relativa ai Docenti precari, sulla giurisdizione delle cause relative ai precari della scuola.
I ricorrenti erano tutti Docenti precari di III fascia d’Istituto, ingiustamente ritenuti privi di abilitazione, pur se definiti idonei e possessori di titoli validi all’insegnamento, e per questo assunti da valide graduatorie di merito, e avevano impugnato il Decreto Ministeriale sull’aggiornamento delle GAE (Graduatorie Ad Esaurimento) chiedendone l’annullamento nella parte in cui non è prevista l’integrazione con l’inserimento del personale di III fascia.
Il Tar del Lazio, dinnanzi ai ricorsi proposti dai vari sindacati e associazioni di categoria,nei confronti dei Docenti precari, aveva con sentenza più volte declinato la propria giurisdizione in favore del Giudice del Lavoro. Nel giudizio di provenienza (iudex a quo proficiscitur quaestio) non era emerso un vero e proprio elemento di fatto o di diritto tale da far dubitare sulla giurisdizione.
Tuttavia il Tar, ex art. 73, comma 3, c.p.a., aveva d’ufficio indicato alle parti la questione della giurisdizione, radicando in capo ai ricorrenti l’interesse di proporre il regolamento preventivo di giurisdizione, ancora ammissibile poiché non vi era alcuna statuizione di merito nel giudizio. Mentre i ricorrenti insistevano per la giurisdizione amministrativa, il Procuratore Generale chiedeva l’affermazione della giurisdizione ordinaria, ovvero del Giudice del Lavoro. Le Sezioni Unite ricordano in primis il proprio orientamento, secondo cui le procedure relative alla formazione e all’aggiornamento delle Graduatorie Permanenti non si configurano come procedura concorsuale, appartenendo così al Giudice Ordinario. Difatti vengono considerate Determinazioni assunte con i poteri del datore di lavoro privato, di fronte alle quali si configurano diritti soggettivi, avendo come oggetto la pretesa della conformità alla legge degli atti di gestione delle graduatorie utili per l’eventuale assunzione.
Dopo tale ampia premessa, ricca di precedenti giurisprudenziali, la composizione più autorevole della Magistratura ritiene che, nel caso di specie, si verta su ipotesi diversa, poiché l’oggetto del giudizio dinnanzi al Giudice Amministrativo è la regolamentazione stessa delle GAE. Infatti i nostri ricorrenti contestavano la legittimità della regolamentazione (con disposizioni astratte) delle GAE per ottenere l’annullamento di tale regolamentazione solo in parte qua, ovvero nella parte in cui non erano inseriti i docenti di III fascia delle Graduatorie d’Istituto. L
a Corte ritiene dunque che appartiene alla giurisdizione amministrativa la controversia nella quale la contestazione investe direttamente il corretto esercizio del potere amministrativo mediante la deduzione della non conformità alla legge degli atti amministrativi, mentre appartiene alla giurisdizione del Giudice Ordinario la contestazione che investe esclusivamente gli atti di conferimenti degli incarichi. Pertanto, qualora si lamenti la singola collocazione del docente nella graduatoria, con previa disapplicazione degli atti amministrativi presupposti anche di natura normativa sub primaria, la Corte propende per la giurisdizione ordinaria. Ma qualora, come nel caso della class action inoltrata al Tar del Lazio contro il D.M. 44/2011, si impugni l’intera normativa delle graduatorie, è ormai pacifica la giurisdizione amministrativa. Anche nel giudizio a quo i ricorrenti lamentavano la regolamentazione pregiudizievole per mancato inserimento nelle GAE, ma essendo censure relative direttamente al Decreto Ministeriale, sussiste la giurisdizione amministrativa.
Questa sentenza ha il pregio di mettere la parola fine ad una diatriba durata anni, che rischiava di portare al naufragio di qualsiasi iniziativa legale che prevedeva l’impugnazione dei decreti mediante cui venivano istituite le graduatorie.
I ricorsi GAE e Salva precari potranno finalmente proseguire nel loro iter e avviarsi verso la conclusione. Non sappiamo quando sarà fissata l’udienza di merito e quanto tempo ancora ci vorrà prima che i magistrati si pronuncino sulla questione, tuttavia ci preme far notare che qualora riuscissero a concludersi le denunce e petizioni europee avviate nell’ottobre del 2013 dal Sindacato La Voce dei Giusti prima di eventuali giudizi o sentenze, si creerebbe, a nostro avviso, una condizione favorevole al giudizio dei ricorsi GAE e Salva precari in nostro favore. L’Europa si è dimostrata in questi ultimi mesi particolarmente sensibile al tema del precariato e dei diplomati magistrali quindi eventuali sentenze positive ai ricorsi europei potrebbero condizionare e aumentare le possibilità di accoglimento dei ricorsi GAE e Salva precari “italiani”.

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E per i ricorrenti al giudice del lavoro?

E’ purtroppo difficile dirlo, i tempi sono un po’ ristretti.
Occorre sentire gli avvocati che hanno proposto il ricorso al gdl.
Se il gdl si è espresso a favore in via cautelare e poi, in sede di merito, ha dichiarato di non essere competente in materia, in realtà gli avvocati dovrebbero contattare i ricorsisti  per proporre nuovo ricorso al TAR
(se si propone ricorso al nuovo giudice entro un mese, tutte le ordinanze precedentemente espresse rimangono valide per l’istituto della “translatio iudicii).
Quindi, conseguentemente, si invitano i docenti precari, ricorrenti al Tar di chiedere informazioni agli avvocati.
Avv. Anna Fasulo, del gruppo dei docenti precari abilitati non inseriti in graduatoria ad esaurimento https://www.facebook.com/groups/232190047183624/

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