Docenti gae infanzia

La tutela delle docenti delle Gae infanzia, schiacciate tra inserimenti da ricorsi nei tribunali e emendamenti Puglisi, rimane ancora delicata. Di fatto vedono prolungarsi la permanenza in un purgatorio di precariato dal quale nemmeno la legge 107 ha saputo strapparle. Le docenti delle Gae infanzia più volte hanno denunciato la loro condizione di precarie ultrastoriche. Spesso hanno anche posto eventuali soluzioni alternative quali quella del potenziamento. E adesso, dopo i continui cambiamenti che hanno preceduto l’ultima legge di Bilancio, sembra  sfumare il sogno dell’immissione in ruolo. Per la trasformazione delle cattedre dell’organico di fatto in organico di diritto, più volte chiesta dal Movimento 5 stelle, non bastano le risorse. Non ce ne sono abbastanza per ottenere 25 mila cattedre in più perché in Senato sono state dimezzate a 200 milioni dei 400 originari.

Sedotte e abbandonate

Sono i parlamentari pentastellati delle Commissioni Cultura Camera e Senato a denunciare nuovamente la condizione di questi docenti dimenticati dalla Buona Scuola. Il M5S è sempre stato al loro fianco, così come per tutti gli altri precari ancora confinati nelle graduatorie di istituto. La riduzione delle risorse da destinare alle immissioni in ruolo infligge ancora una volta una amara delusione perché, da quanto dichiarato dal nuovo ministro del Miur Valeria Fedeli, le priorità per adesso sono altre: chiamata diretta e mobilità. Di loro, della loro situazione, i parlamentari del M5S se ne fanno latori chiedendo con forza un intervento che delinei e metta in atto un piano transitorio.

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Subito un potenziamento per l’infanzia

Per le 17 mila maestre adesso si scopre che non ci sono i soldi per avviare il famoso progetto 0-6 del quale si attende la proroga della relativa delega inserita nella stessa legge 107. Lo stanziamento delle risorse nella legge di bilancio non c’è! Non è possibile continuare a prendere in giro i docenti in questo modo, ribadiscono i parlamentari del M5S. Va attuato con estrema urgenza un piano transitorio di assunzioni per i precari in genere, predisponendo che per l’infanzia si agisca mediante il potenziamento dell’organico.