Docenti e bonus 500 euro - Molti esercenti decidono di non accreditarsi alla piattaforma
Docenti e bonus 500 euro - Molti esercenti decidono di non accreditarsi alla piattaforma

Da quanto si apprende sulle pagine del quotidiano Libero e non solo, molti commercianti stanno rinunciando ad aderire al programma telematico che consentirà ai docenti di poter utilizzare il famoso bonus di 500 euro, messo a disposizione per l’acquisto di prodotti e servizi legati alla loro professione.

I sospetti dei docenti, oggi diventano certezze e i commercianti denunciano: ‘aderire diventa difficile perché non siamo Amazon’

In effetti qualcuno lo aveva detto, in tempi non sospetti, che qualcosa proprio non quadrava. A pensar male si fa peccato ma spesso si indovina, direbbe qualcuno. Ecco che, dopo più di un mese, questo qualcuno comincia a farsi sentire, con nome e cognome: tutti gli altri esercenti italiani che, purtroppo, non si chiamano Amazon. Proprio così, tanto è vero che in tanti reputano la modalità per l’accreditamento alla famosa carta dei docenti, una vera e propria complicata ‘macchina da step‘ senza precedenti.
A denunciare questa anomala situazione è stata l’Aires, un’Associazione a cui fa capo Confcommercio, la quale riunisce tutte le più importanti catene di vendita italiane di prodotti appartenenti al mondo dell’elettronica e dell’informatica. Per questa associazione, infatti, le nuove modalità volute da Matto Renzi, per questo secondo anno di bonus da spendere nella formazione e nell’aggiornamento dei professori, consente di avvantaggiare soltanto i grandi brand dell’elettronica e dell’informatica, come appunto Amazon. Gli altri esercenti, – secondo quanto sostiene la stessa Aires – non avendo alle spalle una struttura di vendita ben organizzata, saranno relegate sempre in ruoli di secondo piano. Questo in antitesi con le aspettative che molte aziende locali italiane si attendevano dai grossi investimenti messi in atto dal precedente Governo Renzi.

Le gravi dichiarazioni e le accuse di Aires nei confronti del Governo Renzi e di chi gestisce oggi la piattaforma di erogazione del contributo per i docenti

A tal proposito spiega l’Aires molto apertamente: «Il sistema di accreditamento e la piattaforma informatica, gestita da AGID e SOGEI per conto del Ministero dell’Istruzione, crea corsie preferenziali, per via di una procedura farraginosa e inefficiente, a favore di alcune imprese a discapito di altre le cui richieste rimangono su un binario morto». Un’accusa grave ma di fatto realistica e sotto gli occhi di tutti.
Infine, Davide Rossi, Direttore Generale dell’Associazione Aires, interviene personalmente sulla questione, precisando: «Ci siamo decisi a lanciare questo allarme dopo avere cercato una soluzione contattando il Ministero e ottenendo risposte non soddisfacenti». L’ennesimo caso di risposte negate da parte di chi rappresentava il governo e il Miur, ministero titolato per dirimere la questione, e che come in altri casi non ha fornito ai cittadini nessuna spiegazione.

Aires: gli esercenti italiani si sentono doppiamente esclusi da questo business

Lo stesso Direttore Generale Rossi poi si sofferma su alcune considerazioni che non lasciano dubbi circa la grave crisi che molti commercianti stanno attraversando in questo momento storico. A tal proposito dichiara: «Siamo subissati da proteste di negozianti che non solo risultano ingiustificatamente esclusi dalle liste di rivenditori accreditati perdendo opportunità di business, ma anche vedono messa a rischio la propria credibilità verso la clientela – conclude Rossi – alla quale si trovano obbligati a rifiutare l’utilizzo dei buoni erogati dal Ministero».
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