Il Vice Presidente ANP, Mario Rusconi
Il Vice Presidente ANP, Mario Rusconi

Come un fulmine a ciel sereno giunge nella giornata di oggi l’opinione autorevole del Vice Presidente ANP, Associazione Nazionale dei Dirigenti Scolastici, Mario Rusconi, circa la sua posizione nettamente contraria rispetto all’accordo raggiunto, nella tarda mattinata di ieri 29 dicembre 2016, tra il Miur e i Sindacati sulla mobilità dei docenti per il prossimo anno scolastico.

ANP boccia l’accordo del 29 dicembre tra il Miur e i sindacati

La posizione dell’ANP pare una vera e propria bocciatura rispetto alle iniziative intraprese nelle passate ore dalla neo ministra Fedeli, venendo incontro alle aspettative dei tanti insegnanti a proposito del loro futuro rientro nelle provincie di residenza. Insomma, una nuova gatta da pelare per il Miur che dovrà presto arginare, in vista delle polemiche del mondo della scuola che di certo non si faranno attendere.
Le dichiarazioni di Mario Rusconi non tardano ad arrivare: «Gli accordi di ieri sulla mobilità favoriscono le necessità personali (dei professori), penalizzando quelle degli studenti». Una frase che non lascia dubbi circa la posizione ostativa dell’ANP rispetto agli accordi politici maturati nelle scorse ore tra il Ministero e le maggiori sigle sindacali del comparto scuola (ad esclusione del sindacato Gilda).

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Rusconi, ANP: ‘Un passo indietro rispetto alla Buona Scuola’

Secondo lo stesso Rusconi, l’accordo intrapreso ieri rappresenta di fatto un passo indietro rispetto all’impianto legislativo insito nella Buona Scuola, infischiandosene in maniera palese delle necessità, dei bisogni e dei diritti degli studenti oltreché del loro specifico successo formativo. Secondo l’opinione del Vice Presidente ANP, il patto siglato ieri avvantaggerebbe ampiamente solo le necessità personali degli insegnanti. E aggiunge: «Poi ci si meraviglia se noi italiani siamo in fondo a tutte le classifiche».
Ma la clamorosa presa di posizione del numero due dell’Associazione dei Presidi non si esaurisce con queste affermazioni, ma va oltre e parla persino di privatizzazione della scuola, con i docenti – secondo Rusconi – che diventerebbero dei veri ‘proprietari del posto di lavoro’. A questo punto, senza peli sulla lingua, lancia una proposta davvero esemplificativa: «Allora abbiamo il buon gusto di dire ‘cambiamo la 107’». E conclude facendo emergere alcuni aspetti secondo cui l’accordo di ieri complicherebbe ancor di più le procedure sinora messe in atto. Ovvero: «Questo meccanismo della mobilità va a scapito della funzionalità delle scuole stesse».

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Circa 200mila insegnanti chiederanno di trasferirsi: di nuovo il caos

Rusconi continua il suo intervento facendo anche numeri e previsioni a favore di una situazione di confusione e disordine che quasi sicuramente si verificherà, così come è avvenuto all’inizio di questo anno scolastico. In particolare, l’impavido rappresentante dell’ANP ipotizza, infatti, che la quantità prevista da parte del Miur sul numero complessivo di 50mila insegnanti, i quali cercheranno in tutti i modi di trasferirsi (come è giusto che sia), sarà ampiamente superata di almeno di 4 volte, il numero totale delle richieste di trasferimento, così come si è verificato l’anno scorso attraverso la mobilità straordinaria. Insomma, regnerà ancora una volta il caos.
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