Ultime news scuola, sabato 31 dicembre 2016: Speranza, 'un governo deve fare, senza porsi scadenze'

Il governo è chiamato a ricucire la frattura con il mondo della scuola. E’ di questa opinione Roberto Speranza che, nel corso di un’intervista rilasciata al noto quotidiano ‘Corriere della Sera’, ha sottolineato come bisogna riparare ai guai fatti in precedenza.

Ultime news scuola, sabato 31 dicembre 2016: Speranza, ‘un governo deve fare, senza porsi scadenze’

‘Elezioni a giugno? Non hanno senso queste discussioni – ha dichiarato il leader della minoranza Dem – se il governo fa quello che deve, vada avanti tranquillo, anche ben oltre giugno. Altrimenti si fermi prima. Ma non diamogli date di scadenza. La domanda vera non è quanto dura il governo, ma cosa fa. Se il governo produce iniziative utili all’Italia, allora è giustissimo che vada avanti e usi tutto il tempo necessario. Se invece dobbiamo tirare a campare, allora non ha senso aspettare fino a giugno: finiamola anche prima’.
Dunque, inutile cincischiare se, a breve, ci si è posti l’obiettivo delle elezioni anticipate. Viene chiesto a Speranza se consideri quello di Gentiloni un governo ‘fotocopia’: ‘Sì, oggettivamente il messaggio di discontinuità nella foto dell’esecutivo non c’è – ha risposto l’esponente della minoranza dem – Mi auguro che ci sia nei fatti.

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Roberto Speranza: ‘Dobbiamo ricucire la frattura con il mondo della scuola’

Inevitabilmente, quindi, non si può fare a meno di tirare in ballo Maria Elena Boschi e Luca Lotti, gli anelli di congiunzione del governo Renzi al governo Gentiloni: ‘Non mi piace demonizzare singole personalità, ma è evidente che loro due rappresentano in pieno la continuità con il passato. Non se ne sentiva il bisogno: la loro presenza non aiuta per primo Gentiloni’.
Seppur Speranza stia apprezzando il rigore, la sobrietà e la serietà del nuovo premier, il leader della minoranza Dem ritiene che bisogna affrontare al più presto la questione sociale. ‘Dobbiamo ricucire la frattura con il mondo della scuola – ha dichiarato – Fare il check up dei voucher. Che, nati per far emergere il lavoro nero, sono diventati un elemento di precarizzazione. E intervenire sui licenziamenti disciplinari’.