La coordinatrice di Adida

Il Comunicato di Adida che apre questo 2017 perviene alla nostra redazione direttamente da parte della sua coordinatrice Valeria Bruccola. Di seguito lo pubblichiamo integralmente.

Il comunicato di Adida

Abbiamo voluto che passasse il Natale, senza inquinarlo con malumori e negatività, anche se il fuoco ha covato sotto la cenere. Non possiamo quindi iniziare il nuovo anno, senza opportuni chiarimenti, senza condividere il nostro punto di vista sulle questioni che riguardano i precari delle Graduatorie d’Istituto, diventati ormai terreno di conquista per tutte quelle organizzazioni che, in un modo o nell’altro, cercano consenso e consenso tra le nostre fila e sulle nostre problematiche. Adida, con altre organizzazioni, è nata dal deserto rappresentativo che caratterizzava il nostro nutrito spaccato, fatto di decine di migliaia di persone che hanno subito umiliazioni, disattenzioni e negazioni di ogni sorta, senza che alcun gruppo politico o sindacato se ne occupasse. E’ vero, abbiamo iniziato con i ricorsi, viste le porte in faccia che abbiamo reiteratamente ricevuto, ma abbiamo sempre utilizzato questo strumento per far leva sulla politica e sull’amministrazione, allo scopo di rivendicare soluzioni per tutta la categoria, non solo per i nostri associati o per chi ricorreva con noi. Molti hanno messo il cappello sulle nostre battaglie e noi abbiamo lasciato fare, convinti di non avere nessuna esclusiva ma di avere dalla nostra parte il più grande risultato per i docenti di scuola primaria, i diplomati magistrali, che si sono ritrovati finalmente al loro posto, in II fascia, grazie ad un’attività sommessa e silenziosa a vantaggio di tutti.
Purtroppo la stessa preoccupazione non è condivisa e chi ostenta interesse per la categoria, organizzazioni nate sull’onda del contenzioso, sembra vogliano soltanto alimentare nuove disparità, senza fare una vera azione etica e di principio, come la gravità della situazione invece imporrebbe. Oltre a non fare nulla per rivendicare equità e giustizia, a non spendersi a livello politico e a non cercare convergenza e comunione di intenti con tutti i rappresentanti della categoria, impazzano sui social con frecciatine, sarcasmo, sventolando bandiere di successo per accaparrarsi fette di consenso e primati, come fosse questo l’obiettivo della battaglia.
Sinceramente, come precari, come docenti, come professionisti della scuola non ci sentiamo in competizione con nessuno e, soprattutto, abbiamo stretto importanti sodalizi con quelle organizzazioni che, come noi, combattono una battaglia sociale e di principio, a vantaggio di tutti i precari delle graduatorie di istituto, non solo di fantomatici “tesserati”. Chi ha un approccio diverso che faccia come vuole, ma non speri di trovare in noi alleati o fanalini di coda, perché è in gioco la nostra vita professionale, non un braccio di ferro a chi ha maggiore consenso mediatico.
Buon anno a tutti!

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