Docenti precari

I docenti precari guardano a questo 2017 appena cominciato con un tumulto di emozioni e sentimenti che va dalla disillusione alla speranza che prima o poi questo benedetto ruolo arriverà. Da quando mi sono accostato alle vicende dei precari, a partire da quel famoso 26 novembre 2014 che sembrava rappresentare il riscatto dalla condizione di precarietà, tanta acqua è passata sotto i ponti. Ciò che è avvenuto dopo quella sentenza, a partire dalla Legge 107, non è stato esattamente quello che mi attendevo. Le profonde divisioni esistenti tra le varie categorie si sono ulteriormente allargate rendendo tutto maledettamente più difficile.
Quel giorno abbiamo solo cominciato un percorso che va proseguito ancora per un po’ di tempo. La partecipazione attiva è l’unica arma che abbiamo in mano contro chi ci sfrutta, spostando più in là la data in cui arrivare ad una cattedra stabile. Reclamare solo per se, per una categoria di docenti a scapito di un’altra, serve solo a fare il gioco di chi da questa condizione di guerra tra precari ha solo da guadagnarci. Ma noi no, non ne otteniamo nessun privilegio, nessun vantaggio. Serve la forza, ora più che mai, di staccarsi da questa visione individualista per abbracciare una logica di coesione e di lavoro di gruppo.
Sulle reali cifre in ballo di posti vacanti e disponibili si è consumata per anni una insostenibile reticenza da parte del Miur e dei vari governi, quasi fosse segreto di Stato. Ma quando qualcuno ha provato a sollevare il velo che oscurava la realtà abbiamo visto che i posti ci sono. Abbiamo visto il nuovo accordo sulla mobilità che pare destinato a sbloccare la condizione dei colleghi ancora nelle Gae e di quelli che hanno vinto un concorso. E dato che il turn over proseguirà ci sarà bisogno di nuovi ingressi nei prossimi anni. E’ proprio a questo punto che dobbiamo intervenire, ma dobbiamo farlo insieme.
Ora tocca a noi, della II e della III fascia delle graduatorie di istituto, dimostrare che si….ne siamo capaci. Ogni idea, ogni contributo abbiate da offrire, proponetelo a me. Raccoglierò il materiale per poter predisporre la nostra idea di piano transitorio.
E dulcis in fundo, buon 2017 a tutti!

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