Collegio

“Ti mando in Collegio!” Quante volte avremo sentito pronunciare questa frase in tono minaccioso da parte di mamma e papà? L’insofferenza verso il rispetto delle regole, la poca voglia di studiare poteva portare a questo. Ma oggi, come sarebbe se a confrontarsi con la scuola che conobbero i loro genitori fossero i ragazzi del nostro tempo? Parte stasera un esperimento su Rai2 col nuovo format intitolato “Collegio”, ambientato a Caprino Bergamasco. Al Convitto di Celana 18 adolescenti dovranno cimentarsi con il rigore degli anni ’60. Quattro puntate in cui il narratore sarà Giancarlo Magalli.

Ritorno al passato

Impensabile che i nostri ragazzi possano adeguarsi ad uno stile improntato alla massima disciplina. Non potranno usare gli smartphone (non c’erano all’epoca), rinunciare ai trucchi, al gel, ai tablet e a quanto l’odierna tecnologia può offrire. Nel convitto che ospitò tra gli altri papa Giovanni XXIII i ragazzi dovranno esercitarsi severamente con gli esercizi di calligrafia, imparare le poesie a memoria e indossare le vecchie uniformi che negli anni ’60 costituivano un obbligo. Se riusciranno nell’impresa di saper fare a meno di internet ed obbedire all’ordine che ha caratterizzato la scuola di quegli anni lo scopriremo a partire da questa sera. Si accettano scommesse.

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No internet no Wikipedia

I ragazzi avranno due controllori che li seguiranno passo dopo passo. Giovanni Ferrante e Lucia Gravante dovranno verificare che indossino correttamente le uniformi, puliscano e tengano ordinati i dormitori che li ospiteranno. Il tutto sotto la supervisione dell’autoritario preside (Paolo Bosisio) e dal corpo docenti composto da sette insegnanti. L’obiettivo finale sarà formare gli studenti per il conseguimento della vecchia licenza media del 1960.

Retroscena

Non è stato facile convincere gli adolescenti a fare a meno dei cellulari. La resistenza è durata tre giorni ma alla fine hanno ceduto, sorprendendosi della piacevolezza di una vita senza connessione. Hanno anche riscoperto il gusto di relazionarsi tra loro parlando, giocando e anche divertendosi. Qualcuno è arrivato a commentare: “È stata l’esperienza più fi.. della mia vita”.