Capitolo deleghe Legge 107/15: questo cambio di governo, pure essendo una (parziale) fotocopia di quello di Renzi non può sottovalutare alcune situazioni che vanno obbligatoriamente completate prima delle nuove elezioni.

Le deleghe del sistema scuola – istruzione e non solo…

Ovviamente tiene banco tutto il meccanismo scuola-istruzione che deve essere messo a posto, dopo la debacle della legge 107 (concorso compreso); molte delle deleghe della 107 sono in bianco. Questo, che inizialmente poteva sembrare un problema, potrebbe essere una risorsa; la realizzazione di quelle deleghe potrebbe tamponare alcuni pasticci contenuti nella legge. Del resto tutto il settore scuola è scontento, bisognerà pur fare qualcosa per recuperare qualche consenso: vediamo come si potrebbe raddrizzare la situazione:

  • inserimento in terza fascia dei neolaureati, questione che è stata risolta proprio in questi giorni, mettendo una pezza nel decreto mille proroghe (dove si è spostata la data che obbligava ad accedere alle graduatorie d’istituto solo gli abilitati)
  • assunzione per gli abilitati, ma qua la questione è più complicata, il governo fino ad ora ha tirato dritto per la sua strada: “solo concorso”. Vedremo la Fedeli quale istanze saprà accogliere e come reagiranno i sindacati.
  • sistemare il pasticcio della mobilità – il famoso algoritmo che ha spedito a 800 km persone con più di 100 pt e fatto rimanere a casa docenti con 20 pt –  (con un’altra mobilità, che sembra aver fatto breccia tra i sindacati e aver convinto il ministro) che scontenta però coloro che hanno vinto il concorso e devono essere immessi in ruolo (e i posti non ci sono)
  • trovare soluzioni migliori per il potenziamento, che dopo esser partito in pompa magna non si capisce più a che serve: alcuni lo usano per fare delle sostituzioni, altri per spezzoni di cattedra, altri per progetti (spesso aleatori). Bisogna dare un valore a questo potenziamento e delle direttive chiare.
  • la questione del reclutamento è quella più complessa: La Giannini aveva iniziato un discorso interessante (laurea-concorso-tirocinio triennale e ruolo) ma per andare a regime ci vorrà più di qualche anno quindi la fase transitoria (che non si capisce ancora cos’è) è un passaggio fondamentale.
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Queste “poche” cose non sono certo risolvibili in un paio di mesi, è per questo motivo che non c’è nessuna ragione (e nessuna volontà) che faccia cadere il governo o ne decreti una fine anticipata.