ITP

Il lodo ITP, nato con i decreti del Miur del 2010 che tagliavano le ore negli istituti tecnici professionali, costituisce un banco di prova per il neo ministro Valeria Fedeli sul quale misurare la capacità di sbloccare la questione del precariato. Affrontare questo lodo avrebbe una doppia valenza sia per la capacità di assorbimento di cattedre da organico di fatto in organico di diritto e sia per la riduzione della disoccupazione giovanile che ha raggiunto punte del 37%. L’ultima sentenza del Tar Lazio che annullava i tagli della Gelmini porta la data del 8 marzo 2016. Da allora il Miur, come sappiamo, è stato commissariato, ma fino adesso non si hanno notizie circa lo sblocco della vertenza.

Collegati a doppio filo

In una scuola che vive il dramma del precariato, delle supplenze e della necessità di continuità didattica, un intervento di trasformazione di cattedre da organico di fatto in organico di diritto potrebbe invertire il trend in atto. Disoccupazione e precariato scolastico in comune hanno l’area di maggior sofferenza. Ogni anno dal sud si trasferiscono nelle scuole del nord decine di migliaia di docenti e tantissimi giovani emigrano all’estero per cercare un lavoro. Ripristinare le ore negli ITP significherebbe stabilizzare insegnanti e rilanciare l’economia. Per Valeria Fedeli una ‘mission impossible’ che se portata a termine la ergerebbe sul trono dei migliori ministri che Viale Trastevere abbia mai avuto.

Potrebbe interessarti:  Scuola, PAS e precariato docenti ultime notizie: comunicato ufficiale dei parlamentari M5S

Rilanciare l’occupazione

Un rapporto di Almadiploma conferma quanto gli istituti tecnici professionali siano in grado di offrire sbocchi occupazionali. Il tasso medio dei giovani che trova un’occupazione raggiunge il 47% a pochi mesi dalla maturità, per passare al 57% tra i periti elettronici. Sono numeri destinati ad aumentare se si considera che esistono almeno 60mila figure professionali che le aziende faticano a trovare ogni anno: periti agrari, geometri, periti industriali, meccanici delle costruzioni ed esperti informatici sono i profili professionali maggiormente ricercati. Il divario tra la domanda di lavoro qualificato e l’offerta di giovani diplomati potrebbe essere agevolmente ridotto attraverso l’incremento dell’offerta formativa attualmente congelata dallo stallo prodotto dal lodo.