Ultime notizie scuola, mercoledì 4 gennaio 2017: Donazzan attacca ministro Fedeli sulla mobilità docenti

Le ultime notizie scuola, ad oggi, mercoledì 4 gennaio 2017, sono quelle relative al durissimo attacco lanciato dall’assessore regionale all’Istruzione e Formazione della regione Veneto, Elena Donazzan, al neo ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli. Molti lettori ricorderanno perfettamente come l’esponente di Forza Italia si sia resa, spesso, protagonista di vivaci invettive contro la Buona Scuola renziana: non dimentichiamo, infatti, delle numerose scaramucce avute con l’ex ministro Stefania Giannini.
Questa volta, Elena Donazzan si è scagliata contro il nuovo numero uno del Miur per quanto riguarda l’accordo sul nuovo contratto integrativo 2017/2018 relativo alla mobilità docenti.

Ultime notizie scuola, mercoledì 4 gennaio 2017: Donazzan attacca ministro Fedeli sulla mobilità docenti

‘La riforma della ‘buona scuola’ non piace a nessuno – ha dichiarato l’assessore alla Regione Veneto – ma piace ancora meno l’operazione di controriforma messa in atto del nuovo ministro Valeria Fedeli. Appena arrivata al ministero di viale Trastevere il neoministro ha barato, come aveva già fatto con il suo curriculum. Per risolvere il problema del caos generato dal governo Renzi, o meglio dal suo stesso partito, il nuovo ministro del governo Gentiloni ha proposto di non far rispettare a nessuno gli impegni presi, cancellando l’obbligo di permanenza per almeno tre anni nel posto di ruolo assegnato – ha proseguito la Donazzan – In questo modo la contro-riforma Fedeli permette di occupare tutti i posti di ruolo al Nord, consentendo poi di trasferire il posto a vita laddove sarà più comodo.’

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Donazzan: ‘Il ministro-sindacalista si fa beffe di impegni vincolanti e bara con quei poveri insegnanti’

Il risultato? – si domanda l’assessore – Una beffa per i docenti che dal Sud hanno accettato il posto al Nord, sobbarcandosi il sacrificio di spostare la propria vita per garantire la continuità didattica. E uno schiaffo per quelli del Nord che da anni attendono di vedersi assegnare una cattedra vicino casa. Insomma, il ministro-sindacalista si fa beffe di impegni vincolanti e del diritto, bara con quei poveri insegnanti che bene si sono comportati e dà un ‘aiutino’ a quelli che cercano una scorciatoia, senza preoccuparsi di assicurare continuità didattica agli studenti. Pessimo messaggio e pessimo esempio per le giovani generazioni.’