Ultime notizie scuola, venerdì 13 gennaio 2017: Zaia, 'ecco i furbetti delle cattedre vuote'

Nuova polemica intorno alla questione legate alle cattedre vuote al Nord, polemica lanciata sul quotidiano ‘Libero’ dal governatore della regione Veneto, Luca Zaia, che attacca duramente il piano assunzionale della Buona Scuola.
Zaia punta il dito contro i docenti del Sud, immessi in ruolo in occasione delle fasi B e C: solamente la minima parte di questi insegnanti hanno preso servizio dietro le cattedre loro assegnate.

Ultime notizie scuola, venerdì 13 gennaio 2017: Zaia, ‘ecco i furbetti delle cattedre vuote’

Zaia li ha etichettati come i ‘furbetti delle cattedre vuote, visto che quei posti ‘sulla carta dovrebbero essere coperti dallo straordinario e dal declamato piano di assunzioni di Renzi/Faraone. In realtà si tratta di neoassunti mai neppure arrivati a prendere servizio dalle nostre parti – rincara la dose il governatore della regione Veneto – perché nello scorso anno scolastico è stato consentito loro di continuare a fare i supplenti nelle scuole vicine a casa, mentre per l’anno in corso hanno ottenuto dal giudice il riconoscimento del diritto di rimanere nelle province in cui risiedono anche se non esistono ore di lezione da svolgere tali da giustificare lo stipendio fisso che ricevono.

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Supplentite più viva che mai, le polemiche sui neoassunti fase B e C piano Buona Scuola Renzi

‘Nel frattempo – ha proseguito Zaia – in Sicilia, nell’estate 2016 sono state aumentate 4 mila 606 cattedre di sostegno in deroga al solo scopo di creare nuovi posti per far rientrare in regione i docenti assunti grazie al piano assunzionale del 2015. Professori che resteranno in soprannumero per tutta la vita lavorativa. Fra i quali gente che resta addirittura a casa, tanto a scuola non hanno nulla da fare. Chi pagherà i costi di questa follia? Come sempre il Veneto e il Nord”.
Sono ventottomila circa i supplenti che sono stati chiamati a sostituire i docenti del Sud che, per varie ragioni, sono rientrati vicino a casa. Al di là delle polemiche, c’è un dato di fatto eloquente: il clamoroso flop del governo Renzi che, a dispetto dei proclami straordinari e delle rivoluzioni copernicane ‘gianniniane’, non è riuscito affatto a debellare il ‘male’ della scuola pubblica italiana, ovvero la supplentite.