concorso contestato

Il concorso docenti 2016 rimarrà nella storia come il più grande inganno perpetrato ai danni dei docenti precari. Azione Scuola ne impugnò i bandi la scorsa primavera. Da allora sono uscite le ordinanze di respingimento per il bando della secondaria ma nulla finora circa quello della primaria infanzia. Un ritardo che desta più di un sospetto tra gli addetti ai lavori e suona sempre di più come una beffa per chi lo ha sostenuto, chi lo ha vinto ma non ha ancora una cattedra e chi è idoneo ma non conosce ancora il suo destino.

Un’ordinanza che non arriva

Perché il Tar non si decide a pubblicare l’ordinanza sul ricorso contro il concorso per la primaria e infanzia promosso da Azione Scuola? Forse perché avevamo ragione noi a dire che non si doveva bandire questo concorso truffa prima di aver risolto il nodo della mobilità stabilendo esattamente il numero delle cattedre vacanti e disponibili? E forse anche perché i diplomati magistrali non dovevano sostenerlo dato che il titolo conseguito entro il 2001/2002 possiede valore abilitante? A pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina!

Il caos prodotto dalla mobilità

Un concorso che non serviva assolutamente e che aveva la pretesa di sottoporre questi docenti ad una nuova prova concorsuale, a spese dei contribuenti, ingiusto ed illogico. A questo riguardo si sono espressi alcuni politici delle opposizioni come Luca Cangemi del PCI. Il risultato è stato quello di spezzettare ancora di più il già profondamente diviso fronte dei docenti precari in tante sigle e siglette: docenti delle gm 2016, “nastrini rossi” , residuali Gae, precari della II e III fascia delle graduatorie di istituto, docenti ‘immobilizzati’ di ruolo con le vecchie regole. In questo sono correi i maggiori sindacati che si sono defilati e oggi accorrono al capezzale degli esclusi. In tutto questo desolante panorama ancora non si conosce la decisione del Tar. Se solo fosse arrivata prima oggi non staremmo qui a parlare di percentuali da assegnare per la mobilità dei docenti!