Calendario scolastico stravolto dopo la chiusura delle scuole per le condizioni meteo
Calendario scolastico stravolto dopo la chiusura delle scuole per le condizioni meteo

Uno dei maggiori problemi causati dalla chiusura forzata delle scuole, in queste due settimane di gennaio, diventa la drastica riduzione dei canonici 200 giorni da assicurare agli alunni, così come già da tempo fissato nel Calendario Scolastico. A questo proposito, molti insegnanti si pongono alcuni interrogativi: questi dieci giorni trascorsi a casa dovremmo recuperarli? Probabilmente no? Ma vediamo, nel dettaglio, cosa dice la normativa.

Come recuperare i 200 giorni minimi di lezione da assicurare, per legge, agli studenti?

La normativa scolastica vigente impone ad ogni istituzione scolastica di assicurare agli studenti 200 giorni minimi di lezione. Sulla base di questo obbligo il Collegio dei docenti (nel periodo iniziale dell’anno scolastico) deve tenere conto di due aspetti fondamentali: da un lato, quello relativo allo svolgimento dei necessari 200 giorni e, dall’altro, assicurare il monte ore annuale obbligatorio in termini complessivi e relativo, inoltre, a ciascuna delle singole discipline coinvolte nel processo educativo.
L’eventuale anticipazione dell’inizio delle attività didattiche, in alcune circostanze, potrebbe comportare una variazione sostanziale della durata dei periodi di vacanza, periodi legati cioè dall’introduzione di ‘ponti’ durante lo svolgimento di tutto l’anno scolastico. Cosa diversa sono le chiusure delle scuole per cause di forza maggiore, come per esempio neve, gelo o altri fenomeni non strettamente legati a decisioni arbitrarie imputabili alla Dirigenza Scolastica. In altre parole, in caso di chiusura per ordinanza sindacale, il periodo fissato in partenza da ogni singola istituzione scolastica non terrà conto dei giorni di chiusura. Saremo in presenza di una vera e propria deroga al limite minimo dei 200 giorni, fissato nel Calendario scolastico su proposta del Collegio Docenti e ratificato in sede di Consiglio d’Istituto.
Per fare chiarezza, quindi, i giorni di lezione persi per cause definite ‘esterne’ alle decisioni della scuola, come per esempio, elezioni elettorali o referendarie, ordinanze di chiusura dei sindaci e varie calamità naturali non vanno assolutamente recuperati, ne dagli studenti ne tanto meno dagli insegnanti. Cosa diversa, invece, sono i recuperi dei giorni di sospensione delle lezioni derivanti da decisioni autonome intraprese dalla Direzione della scuola o di un singolo plesso.

Cosa dice la norma: si potranno derogare i 200 giorni per cause di forza maggiore, ma saranno possibili adattamenti al calendario scolastico

A tal proposito, il Miur ha pensato bene di regolamentare tale questione, attraverso l’emanazione della nota con prot. n. 1000 del 22/02/2012, la quale stabilisce di derogare l’entità numerica dei famosi 200 giorni di lezione in caso di situazioni imprevedibili. Nella stessa nota si legge che i giorni effettivamente non svolti non vanno cumulati nel totale dei giorni di lezione, a fronte di una causa di forza maggiore. Nella stessa nota è presente, inoltre, anche una precisazione: “… ma consente comunque alle singole istituzioni scolastiche di deliberare adattamenti del calendario scolastico per il recupero, anche parziale, dei giorni di lezioni non effettuati, al fine di consentire agli alunni il pieno conseguimento degli obiettivi di apprendimento e permettere agli insegnanti di disporre degli adeguati elementi di valutazione”.
Quest’ultima parte contenuta nella suddetta nota ministeriale apre possibili scenari che possono essere intrapresi dalla Dirigenza Scolastica, sentito soprattutto il parere degli altri organi collegiali, primo tra tutti il Consiglio d’Istituto. Tutto questo, nell’interesse della formazione degli studenti e necessari alla valutazione scrupolosa che gli insegnanti dovranno effettuare, tenendo conto delle attività svolte e delle competenze acquisite dai rispettivi alunni, visto il numero minore delle ore loro dedicate.
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