Il riconoscimento delle abilitazioni estere è compatibile con il ricorso al Tar per l’abilitazione dei docenti? Cosa dice la legge?

Riconoscimento abilitazioni estere: percorso compatibile con ricorso Tar abilitazione docenti

  1. La Direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio 7 settembre 2005, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, sancisce il diritto di esercitare, nella qualità di lavoratore autonomo o subordinato, la professione in uno Stato membro diverso da quello in cui è stata acquisita la specifica qualifica professionale. Si conia dunque la seguente terminologia: “professionista comunitario”. L’articolo 47, paragrafo 1 Trattato istitutivo dell’Unione Europea prevede l’approvazione di Direttive miranti al reciproco riconoscimento dei Diplomi, certificati ed altri titoli scolastici ed universitari.
    In tale contesto possono, certamente, rientrare le abilitazioni all’insegnamento e le specializzazioni nella didattica sul sostegno, con la precisazione che i docenti abilitati/specializzati all’estero, al fine di esercitare la professione in Italia, devono richiedere, anche a mezzo legale, il riconoscimento del titolo professionale presso il M.I.U.R., Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici ed Autonomia Scolastica. Presupposto indispensabile per ottenere detto riconoscimento è che la formazione professionale svolta risulti “regolamentata” nel Paese di origine. Va altresì ricordato come l’art. 3 comma 1 del D.lgs. 206/2007 affermi che “il riconoscimento delle qualifiche professionali, operato ai sensi del presente decreto legislativo, permette di accedere, se in possesso dei requisiti specificamente previsti, alla professione corrispondente per la quale i soggetti siano qualificati nello stato membro di origine e di esercitarla alle stesse condizioni previste dall’ordinamento italiano”. Orbene, coloro che abbiano intrapreso un percorso abilitante di qualunque tipologia potranno, senza subire alcun danno o rallentamento, partecipare al maxi ricorso abilitazione docenti del requisito dei 180 giorni in tre anni di servizio, se ancora non inseriti in seconda fascia delle graduatorie di istituto in tempo utile per il prossimo aggiornamento, previsto nella primavera del 2017.

    Avv. Ciro Santonicola