Caos continuità didattica: la Gelmini commenta
Caos continuità didattica: la Gelmini commenta ANSA/MARIO DE RENZIS /archivio/gid

L’assenza di continuità didattica nella scuola è stato uno degli argomenti principali degli ultimi giorni: l’anno scolastico 2016/17 è stato davvero drammatico sotto questo aspetto. I dossier creati da Tuttoscuola e pubblicati sulle testate giornalistiche hanno messo in risalto il problema: ci sono scuole che hanno visto alternarsi ben 27 docenti di sostegno in pochi mesi. Intervistata proprio da Tuttoscuola, anche l’on. Mariastella Gelmini, ministro dell’Istruzione dal 2008 al 201 commenta i dati e dà la sua opinione.

Continuità didattica: “Era già tutto scritto nella legge della Buona Scuola”

La Gelmini commenta la mancanza di continuità didattica del 2016/17: “La realtà ha superato ogni peggiore previsione. Ma era già tutto scritto nella legge della cosiddetta ‘Buona Scuola’, perché è davvero incredibile che un piano così straordinario di immissioni in ruolo possa essere pensato e fatto senza un’accurata e preventiva analisi di quelle graduatorie ad esaurimento che si intendevano eliminare, e che invece sono ancora vive e vegete. Era altrettanto prevedibile che la possibilità di rimanere in una sede più vicina al proprio domicilio attraverso l’organico del potenziamento, unita alla mobilità straordinaria, non avrebbe fatto altro che ipotecare la continuità didattica dell’anno successivo: i docenti immessi in ruolo in sedi più distanti da quelle preferite non si sono fatti sfuggire la possibilità di presentare domanda per la mobilità e tornare a casa. A questo, si è poi aggiunto il fenomeno delle assegnazioni provvisorie. Insomma, le ragioni del mancato rispetto della continuità didattica risalgono all’impianto stesso della legge sulla buona scuola”.
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Le cifre indicano che la Buona Scuola ha effetti diversi da quelli immaginati

In primo luogo”, spiega Gelmini, “per il numero delle assunzioni. Infatti, non sono state realizzate tutte le assunzioni programmate, poiché, molti insegnanti delle Gae hanno preferito non presentare domanda di assunzione piuttosto che rischiare di essere trasferiti. In secondo luogo per il numero di cattedre rimaste scoperte e, correlativamente, per il numero di supplenze. Nonostante la massiccia immissione in ruolo il numero di supplenze nel 2016 ha raggiunto le 100 mila unità come l’anno precedente, prima delle assunzioni della Buona scuola. Non è stata fatta una preventiva analisi dei fabbisogni delle scuole e della composizione delle Gae, e non è stato, quindi, possibile coprire le cattedre di matematica e delle materie scientifiche che sono ormai esaurite da anni. Queste stesse cattedre non hanno potuto essere coperte neppure a seguito del concorso che avrebbe dovuto consentire di immettere in ruolo circa 63.000 docenti, visto che le procedure non sono ancora concluse e molti insegnanti privi di abilitazione non hanno potuto parteciparvi. Il paradosso è che questi insegnanti privi di abilitazione, che non hanno potuto partecipare al concorso, attualmente sono quelli che stanno coprendo le cattedre scoperte con incarichi di supplenza. Così si sta generando altro precariato diversamente da quanto dichiarato dagli autori di questa legge”. Conclude affermando: “Temo che anche per il prossimo anno non sarà facile garantire l’ordinato avvio del nuovo anno scolastico”.
(Fonte: Tuttoscuola)
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