IL TFA TERZO CICLO

La questione del TFA III Ciclo insita nella fase transitoria del Ddl domina l’attenzione dei docenti della terza fascia. Aldilà della disparità di vedute all’interno dei diversi coordinamenti, essa si presenta alquanto spinosa. In molti c’è la convinzione di dover essere dichiarati abilitati d’ufficio, in scia alla sentenza n. 2750/15 del Consiglio di Stato per chi possiede il requisito dei 360 giorni di servizio. Altri ancora ritengono che il TFA III Ciclo debba possedere valore abilitante. Questo perché dovrebbe essere considerato disciplina transitoria in attesa dell’entrata a regime della nuova formazione. Un autentico guazzabuglio dal quale sarà difficile uscirne, specie se sarà riservato solo alle cdc esaurite.

DISCRIMINAZIONE TRA COLLEGHI DELLA III FASCIA

L’esigenza di copertura dei posti vacanti e disponibili ha costretto le scuole a chiamare i docenti pescando anche dalla terza fascia. Ciò si è reso necessario soprattutto per quelle cdc esaurite al nord come matematica e lettere. Questo fatto ha indotto il PD a predisporre all’interno della Fase Transitoria un TFA riservato alle cdc esaurite. Ma riservarlo solo ad alcuni tra i docenti della III fascia rischia di “esodare” tutti gli altri. Molti si chiedono che fine faranno se verrà licenziata la legge con queste disposizioni. Ricordiamo che attualmente giacciono circa 120 mila docenti non abilitati nelle graduatorie di istituto di terza fascia.

RISCHIO RICORSI

Un limite di questo tipo determinerebbe inevitabili disparità di trattamento con la creazione dell’ennesima discriminazione nella storia del reclutamento docenti. Coloro i quali possiedono titoli di studio validi per l’accesso all’insegnamento, finirebbero per essere considerati categoria estinta. Se è vero che la soluzione deve essere politica, questo è il momento di intervenire. Occorre apportare dei correttivi affinché non si finisca per favorire il sorgere di un nuovo contenzioso. La necessità di aprire a tutti il Tirocinio Formativo Attivo appare dunque imprescindibile. E’ infatti l’unica via per evitare di finire nuovamente davanti ai giudici.

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