Ultime notizie scuola, domenica 22 gennaio 2017: riforma maturità 2018, le novità

Le ultime notizie scuola, ad oggi domenica 22 gennaio 2017, riguardano la nuova riforma della maturità, l’esame che si svolge al termine del ciclo di studi superiore.

Due prove scritte e un colloquio orale. Questo il nuovo Esame, ha scritto il Miur in un comunicato stampa. Abolita, dunque, la terza prova con grande gioia degli studenti, mentre resteranno la prima prova di italiano e la seconda prova su una della materie caratterizzanti per ogni scuola. L’orale subirà delle modifiche: infatti, ‘accerterà il conseguimento delle competenze raggiunte, la capacità argomentativa e critica del candidato, l’esposizione delle attività svolte in alternanza’. Il colloquio darà quindi rilevanza all’esperienza di alternanza Scuola-Lavoro che diventerà un requisito necessario per accedere all’esame. Vista l’abolizione della terza prova, cambierà anche la modalità di assegnazione del voto.

Ultime notizie scuola, domenica 22 gennaio 2017: riforma maturità 2018, le novità

Il voto resterà in centesimi ma più valore all’andamento scolastico durante gli ultimi tre anni di superiori: i crediti scolastici che gli studenti possono accumulare passeranno dai 25 attuali a 40. Cambierà anche il punteggio delle prove: a partire dalla maturità 2018 è prevista l’assegnazione di un massimo di 20 punti sia per la prima prova sia per la seconda prova e 20 punti per il colloquio.
Una novità che sta facendo più discutere però è quella che riguarda l’ammissione al nuovo Esame di Stato in quanto non sarà più necessario avere la sufficienza in tutte le materie ma basterà la media del sei a cui contribuirà anche il voto in condotta.

Maturità 2018, Centinaio, Lega Nord: ‘Scuola di asini, figlia di ministri senza laurea’

Pesanti le critiche alla nuova riforma della maturità, tra queste segnaliamo quella del capogruppo al senato della Lega Nord, Gian Marco Centinaio: ‘Da un ministro dell’istruzione senza laurea non poteva che nascere una Scuola di asini. Il completo appiattimento dell’istruzione italiana si è drammaticamente completato con l’arrivo della Fedeli che altro non ha fatto che impartire il colpo di grazia con il suo beneplacito al 6 politico. Alla fine ce l’hanno fatta a disincentivare totalmente i ragazzi a studiare – sostiene l’esponente leghista – Con il 6 di media, compreso anche il voto in condotta, si andrà infatti all’esame di maturità. Vale a dire: “ragazzi è inutile studiare, sarete tutti ammessi. E anche se poi non prenderete una laurea potrete diventare ministri”. Non si era mai visto un ministro dell’istruzione con in mano il solo diploma e neanche una Scuola così del tutto inutile: che non insegna, non trasmette valori e non dà lavoro’.