Supplenze revocate

Il fenomeno delle supplenze continua nonostante la recente riforma scolastica. Ma il caos che ne è scaturito è talmente ampio che non bastano più i reportage dei media. Su Raitre è andata in onda ieri sera una puntata dedicata al caso. Le necessità di copertura di posti sul sostegno sono state disattese da un caotico piano straordinario di assunzioni. La realtà trasmessa dalla Tv di Stato ha reso solo parzialmente il fenomeno. A pagare il prezzo di scelte politiche affrettate ci sono soprattutto i docenti precari. Quelli che la Buona Scuola ha dimenticato nelle Graduatorie di Istituto e che coprono con le supplenze i vuoti prodotti dal piano straordinario. E così, in una scuola primaria di Napoli, accade che una supplenza venga prima assegnata e poi revocata.

SUPPLENZA DISDETTATA

Il fatto è accaduto a distanza di pochissime ore e coinvolge una precaria con un incarico fino all’avente diritto. Data la necessità di copertura di ben 6 posti sul sostegno veniva indetta una convocazione per la loro assegnazione. Il conferimento della supplenza era regolarmente avvenuto, con tanto di presa di servizio da parte della docente in questione. A distanza di un’ora la segreteria la richiamava per comunicare che il provveditore aveva revocato l’incarico. Anche “Presa Diretta” si era occupata della questione del sostegno. I genitori reclamavano il sacrosanto diritto che esula dal bilancio dello Stato per assicurare i bisogni educativi speciali. Ma la burocrazia, come al solito, aveva preso il sopravvento.

PERDITA DI OPPORTUNITA’

La motivazione della revoca consiste nel fatto che il provveditore non aveva autorizzato la supplenza. Eppure, solamente pochi giorni prima un ispettore aveva detto alla preside di convocare. Una decisione che lascia interdetti anche alla luce di un altro rischio incombente. E’ possibile infatti sentirsi rispondere dalla segreteria che le nuove convocazioni siano state già fatte. Chi lavorava in quella scuola non può riprendervi servizio, fatto già accaduto ad alcune docenti. E in tutto questo a rimetterci sono anche gli studenti disabili. La continuità didattica non viene soddisfatta da siffatta burocrazia che agli insegnanti fa fare la trottola.

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