Scuola italiana da rilanciare

La situazione nella scuola è peggiorata da quando è entrata in vigore la moneta unica. Sarà un caso eppure abbiamo trascorso gli ultimi quindici anni assistendo passivamente al progressivo deterioramento dell’Istruzione. I governi precedenti non hanno mai messo nel mirino l’istruzione come volano per la ripresa nel Paese. I risultati devastanti sono sotto gli occhi di tutti, con schiere intere di precari sfruttati e gabbati dallo Stato con corsi abilitanti costosi ed inutili. Oggi siamo qui a parlare di piano transitorio per gli abilitati e di trasformazione dell’organico di fatto in organico di diritto per smaltire rapidamente le Gae. Ci si svuota le tasche alla ricerca delle risorse necessarie da stanziare con le leggi di bilancio per effettuare le assunzioni e predisporre interventi di edilizia scolastica. Una pena inaudita vissuta sulla pelle di insegnanti e famiglie che sembra non vedere mai la luce in fondo al tunnel. Per rimettere in sesto la scuola occorrono risorse che al momento non ci sono, stanti gli obblighi europei richiamati anche dall’ultima lettera al governo di trovare altri 3 miliardi e mezzo. Ma se uscissimo dall’euro e tornassimo alla lira?

LO STUDIO DI MEDIOBANCA

Detto dall’uomo della strada potrebbe apparire come un delirio, una soluzione che sarebbe rovinosa per la nostra economia che peggiorerebbe il debito a livelli insostenibili. Ma se lo dice Mediobanca le cose allora potrebbero assumere un aspetto molto diverso. Si tratta di uno studio condotto sull’andamento della ricchezza italiana (Pil) dall’entrata in vigore dell’euro a oggi. Ebbene, non solo essa non è cresciuta di un euro, anzi. Dal 2008 a oggi il Pil è sceso di sette punti aggravando la crisi del sistema bancario. Conseguenza inevitabile della mancata crescita l’impossibilità di ripagare il debito. Ma invertire la tendenza non solo è possibile, ma addirittura urgente per evitare che diminuisca il guadagno conseguibile mediante il ritorno alla lira.

LA TESI DI MEDIOBANCA

La soluzione è la ridenominazione del debito pubblico in lire, ossia l’uscita dall’euro con conseguente deprezzamento della lira. Gli economisti che hanno elaborato il dossier affermano che queste misure “possono supportare una sostanziale decurtazione del debito e, insieme a una politica monetaria ritornata sovrana, possono creare le condizioni per un genuino rilancio dell’economia italiana”. A sostegno di questa tesi aggiungono che il Sentix, l’indice che misura la possibilità che l’Italia lasci l’euro entro il 2017, è passato dallo 0,8% di maggio all’odierno 16%.

RITORNO ALLA SOVRANITA’ DELLA BANCA D’ITALIA

Secondo quanto riportato nell’articolo pubblicato ieri da Liberoquotidiano, Mediobanca ha delineato alcuni scenari possibili, tra i quali quello di svalutare del 30% la lira per rendere più conveniente rimborsare il debito. Basti pensare che se questa operazione fosse stata fatta nel 2013 si sarebbe avuto un vantaggio finanziario di ben 285 miliardi. Non ci sarebbe stato bisogno di una Buona Scuola se si fosse proceduto allora e più tardi si fa, minori sono le risorse che si potrebbero trovare per rilanciare non solamente la scuola, ma l’intera economia nazionale.

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