Studentessa di Giarre salvata dalla fortuna. Le ambulanze del 118 giungono dopo 90 minuti dalla richiesta d'intervento
Studentessa di Giarre salvata dalla fortuna. Le ambulanze del 118 giungono dopo 90 minuti dalla richiesta d'intervento

L’ennesimo caso di malasanità siciliana: questa volta è toccato ad una studentessa di Giarre, un comune in provincia di Catania. L’episodio è avvenuto lo scorso martedì 24 gennaio 2017, allorquando una studentessa di un istituto superiore della cittadina ai piedi dell’Etna, ha accusato dopo il suo ingresso a scuola un malore improvviso. E’ immediatamente intervenuto il personale docente e quello scolastico per prestare i primi soccorsi; successivamente si è chiesto l’intervento del personale sanitario del pronto soccorso. Il risultato? L’ambulanza del 118 è arrivata dopo circa un’ora e mezza.

Un episodio davvero increscioso e preoccupante: tutta colpa della ‘rifunzionalizzazione’ del sistema sanitario

Da quanto si legge sulle pagine online del quotidiano etneo ‘livesicilia’, la studentessa, da poco entrata a scuola, è stata colta da un attacco epilettico. “Una circostanza non nuova, purtroppo, per la giovane, subito soccorsa dal personale docente e dai collaboratori scolastici, che hanno chiesto l’immediato intervento a scuola dei sanitari del 118. Ma le ambulanze medicalizzate erano impegnate altrove. A quel punto sarebbero stati avvertiti i genitori, giunti poco dopo nel plesso scolastico. Nonostante la somministrazione della medicina la giovane studentessa non ha dato cenni di ripresa, perdendo poco dopo anche i sensi. Presi dal panico per il mancato arrivo dell’ambulanza qualcuno ha anche chiamato carabinieri e polizia per denunciare quanto stava accadendo. Provvidenziale l’intervento di un’ex studentessa che si trovava per caso nell’edificio scolastico. La giovane professionista è riuscita a rianimare la ragazza. L’ambulanza medicalizzata, chiamata alle 9 e 15, è giunta solo alle 10 e 40, dopo quasi un’ora e mezza. La giovane è stata così trasportata all’ospedale “Santa Marta e Santa Venera” di Acireale, dove si troverebbe tuttora ricoverata”.
Un fatto grave e preoccupante, che mette in luce le notevoli lacune oggi presenti sul versante del sistema sanitario in Sicilia. I servizi sanitari sostitutivi, purtroppo, sono carenti e nei casi simili a quello occorso alla povera studentessa solo la fortuna o il destino ha salvato la sua vita.
Nell’articolo di cronaca tratto da ‘livesicilia’ si legge: “E’ l’ennesimo caso che conferma l’evidente carenza di servizi sostitutivi per far fronte alle emergenze, dopo la soppressione del pronto soccorso del ‘Sant’Isidoro’, in un territorio, come quello ionico etneo, che conta quasi 100mila residenti. Le uniche tre ambulanze medicalizzate, a Giarre, a Mascali e a Linguaglossa, sono insufficienti per garantire un’adeguata risposta. Una questione che rischia di far esplodere la rabbia dei cittadini”. Infine, nello stesso pezzo giornalistico si legge: “Quello che è accaduto l’altro ieri non è un caso di malasanità ma l’ennesima prova che la cosiddetta ‘rifunzionalizzazione’ proposta e messa in atto in sostituzione della chiusura del Pronto Soccorso nell’ospedale di Giarre, non garantisce il diritto alla vita”.

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La studentessa salvata solo dalla fortuna: rivedere la ‘rifunzionalizzazione’ nel rispetto del diritto alla salute dei cittadini

Tutto bene quel che finisce bene. Tuttavia, non c’è da stare affatto tranquilli, proprio per le carenze emerse da quanto accaduto nei giorni scorsi alla ‘miracolata’ studentessa etnea. Una vita è stata salvata grazie all’intervento repentino di una cittadina, la quale, prontamente, si è sostituita alle mansioni dei sanitari. I cittadini, che sono, tra le altre cose, anche contribuenti hanno tutto il diritto ad essere tutelati dallo Stato, in qualsiasi momento della loro vita, senza per questo colpevolizzare la inadempienze causate dalla necessità di risparmi ingiustificati (rifunzionalizzazione), in un settore delicatissimo come quello della sanità pubblica siciliana.
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