Ultime notizie scuola, domenica 29 gennaio 2017: 'Cambiare la scuola si può'
Un convegno organizzato dal meetup ‘Cosenza e Oltre – Meetip delle idee’ sul tema ‘Cambiare la scuola si può – Una scuola pubblica per una cittadinanza attiva e una società conviviale’ ha visto l’intervento di alcuni deputati pentastellati come Silvia Chimienti, Maria Marzana, Luigi Gallo e Simone Valente oltre al senatore Nicola Morra. Il convegno si è tenuto nella città di Cosenza.

Ultime notizie scuola, domenica 29 gennaio 2017: ‘Cambiare la scuola si può’

Naturalmente si è parlato molto di come è possibile operare dei cambiamenti nella scuola ‘tornando da un lato alla scuola della nostra Costituzione’ come sottolineato dall’onorevole Chimienti, che, tra l’altro, ha aggiunto come la scuola vada rivoluzionata. Un ruolo di primo piano devono svolgerlo gli insegnanti che devono essere soprattutto degli educatori in modo da instillare l’amore per la conoscenza. ‘La Buona Scuola è esattamente il contrario di tutto questo‘ ha tuonato la deputata pentastellata.
Anche Luigi Gallo ha speso parole molto dure nei confronti della riforma renziana: ‘La Buona Scuola ha agito su tre punti, facendo in modo che i dirigenti fossero in concorrenza tra di loro per prendersi gli studenti sulla piazza, che i docenti fossero in concorrenza tra di loro per avere il bonus del merito e che gli studenti fossero in concorrenza tra di loro per le borse di studio.’

Scuola, M5S e il documento programmatico per rivoluzionare la scuola pubblica italiana

Il Movimento Cinque Stelle ha denunciato il rischio che la scuola possa diventare un’impresa. I pentastellati hanno presentato, con l’occasione un documento programmatico rivoluzionare che avrà lo scopo di trasformare la scuola in un vero momento formativo della persona, superando il concetto delle classi di studenti, con un’autonomia del calendario delle lezioni. I voti sparirebbero, sostituiti da percorsi personalizzati volti al raggiungimento di obiettivi.

Naturalmente, per arrivare a questi obiettivi è necessario cambiare anche l’organizzazione dell’educazione obbligatoria. Il Movimento Cinque Stelle vorrebbe riformare l’educazione obbligatoria basandola su due quinquenni formativi (dai 6 ai 10 anni e dagli 11 ai 15 anni) ai quali seguirebbe un triennio di indirizzo, fino ai 18 anni, preparatorio alla vita universitaria.

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