Basta primeggiare a scuola: i bambini devono tornare alla lentezza

“Dai bambini si pretende sempre più di essere dotati a scuola, abili, capaci e super-intelligenti. E così, li stressiamo di continuo con corsi di arte circense, gare di sci, pigiama party all’asilo, almeno tre lingue già in prima elementare, musica, innumerevoli gare e – soprattutto – che non scendano (non sia mai) sotto la media del nove. Troppo sapere, troppo avere, troppo desiderare; e troppe soglie varcate senza corazza o armi, con il corpo fragile e in largo anticipo sui loro tempi”.

Dai bambini si pretende troppo

“I genitori moderni sono i maggiori responsabili – questo il pensiero di Costanza Giannelli, dottoressa e direttrice dell’Unità di Neuropsichiatria infantile all’Ospedale S. Chiara di Trento –  il più delle volte inconsapevoli, di una grande sofferenza inflitta ai loro bambini. Forse perchè “è molto più facile vantarsi dei meriti e dell’intelligenza sopra la media del proprio figlio, piuttosto che riconoscere e accettare con consapevolezza le loro zone d’ombra”. E così, prima o poi questi figli si trovano ad imbattersi nel fallimento, nella delusione e nell’indifferenza, privi degli strumenti necessari per poterli affrontare. “Feriti a morte e profondamente umiliati si rinchiudono in un rifugio solitario e, incapaci di reggere lo sguardo dell’altro, meditano vendetta. A un certo punto il web diventa una sorta di specchio senza regole e confini, un luogo dove possono cancellare a piacimento la vergogna e il disonore, dove si può scomparire e apparire senza nessuna responsabilità o regole”.

Una nuova era per i bambini

La dottoressa Costanza Giannelli esprime, con le sue parole, la speranza che quest’era falsamente illuminata e buona sia al termine, e che al suo posto ne nasca una nuova dove “si possano trovare maestri speciali, che insegnino a un bambino molto intelligente a tornare indietro, che gli mostrino il volto dell’animale e del fiore, aiutandolo finalmente a trovare la quiete.”
Anche il maestro Franco Ulgigrai – Cofondatore della scuola Steineriana il “Cerchio di Rovereto” – lancia il suo appello ai genitori, chiede loro di non avere fretta, di aspettare il momento giusto per far iniziare al bambino la scuola primaria. “Succede spesso – spiega – che già a cinque anni (senza aver raggiunto la maturità sociale) si ritrova seduto al banco di scuola, privato di quel periodo in cui si sente più grande e può dare il suo importante contributo ai più piccoli. Senza la maturità necessaria, il piccolo rischia di vivere l’inizio della scuola con un profondo senso di inadeguatezza”. Il maestro Ulcigrai racconta, inoltre, la bellissima esperienza dell’asilo nel bosco in Alto Adige, “dove i bambini sono liberi di seguire solo le regole della natura e del mondo, senza mete stabilite, sul binario della serenità e tranquillità”.

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Giovani che faticano a vedere un futuro

Maurizio Camin, direttore della cooperativa “Arianna” di Trento, è dello stesso parere. Racconta come ogni giorno gli capita di vedere adolescenti ingabbiati all’interno di regole, arrabbiati, affaticati e non ascoltati: “Ragazzi e ragazze con anima e interessi fuori che “parcheggiano” il corpo a scuola, faticano a stare al mondo e non riescono a immaginarsi nel futuro”. La vicepresidente del consorzio “Con.solida”, Francesca Gennai (che ha moderato l’incontro) ha provato a trarne delle conclusioni: “dobbiamo garantire ai bambini il diritto alla noia, alla lentezza, alla natura – come ci ricordano le esperienze che abbiamo potuto ascoltare oggi – alla selvatichezza, al vuoto, alla ferita, e soprattutto ad essere finalmente ascoltati”.
Fonte: l’Adige.it