Corso on line contro il cyberbullismo

Un corso per imparare a riconoscere i fenomeni di bullismo probabilmente era ciò che mancava. Questo dopo la legge in discussione alle camere che sta per completare il suo cammino. Da sola essa non basta se non si è in grado di cogliere i primi segnali. Giunge da Padova la notizia riportata questa mattina dal quotidiano La Nazione dell’iniziativa di un esperto. Si tratta del prof. Gianluca Gini, ordinario della facoltà di Psicologia dell’Università di Padova. Al suo attivo, il docente può vantare 15 anni di esperienza di problematiche sul bullismo.

CORSO ON LINE

Si svolgerà interamente in rete un corso della durata di due mesi con video lezioni, esercitazioni, forum e approfondimenti. Lo scopo è formare i ragazzi per consentire loro di cogliere un disagio e riconoscere un caso di bullismo. Al momento si contano 150 iscrizioni provenienti da ogni parte d’Italia. L’iniziativa è rivolta anche alle famiglie e agli insegnanti. La mission è agevolare il riconoscimento del fenomeno nella sua reale dimensione e aiutare i “bulli”. Non sono loro ad essere sbagliati ma le dinamiche che caratterizzano il fenomeno, afferma il prof. Gini.

EVITARE GENERALIZZAZIONI

Stress, calo del rendimento scolastico e agitazione continua sono i primi segnali. Non sempre si può parlare di bullismo vero e proprio però. Va osservata la ripetitività del fenomeno perché un conto è l’occasionalità, un altro la persecuzione sistematica. La legge che ci si accinge ad approvare serve a poco se non si inquadra la situazione.

UTILITA’ PER I DOCENTI

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E’ importante cogliere i repentini peggioramenti dell’andamento scolastico. Uno studente che è sempre andato bene e improvvisamente prende brutti voti, è un segnale da non sottovalutare. Probabilmente questo è solo una spia di un preoccupante stato d’ansia vissuto dall’alunno. Ci sono casi in cui, dopo aver finito il ciclo dell’obbligo, si abbandona la scuola. Il peso del problema è tale per il quale questa diventa l’ambiente dal quale scappare. Inoltre, aggiunge il professore, è importante capire la gravità del fatto. Molto spesso il commento giudicato lesivo fa parte di una cosiddetta zona grigia dove è difficile concepirlo come un problema reale.