Diplomati respinti

I diplomati magistrali sono in allarme. Riceviamo centinaia di segnalazioni, messaggi ed e mail che chiedono conto di quanto diffuso in rete circa un cambiamento di orientamento da parte della Giustizia Amministrativa circa il diritto all’inserimento nelle Graduatorie ad Esaurimento. Si è infatti diffusa in questi giorni preoccupazione per le recenti decisioni emesse dal Tar Lazio sui ricorsi avverso il DM 325/2015 e 495/216. Sono stati rigettati con la conseguente negazione dell’inserimento in Gae dei diplomati magistrali sostenendo che sarebbe stato necessario, ai fini del loro accoglimento, aver impugnato in precedenza il dm 235 del 2014. Dunque, tutte le udienze che si sono discusse ultimamente sono state rigettate dal Tar con questa motivazione.

IL MOTIVO DELLA PREOCCUPAZIONE

Il rigetto preoccupa perché potenzialmente può riguardare tutti i ricorsi avviati. Per tutti si intendono quelli che hanno già decretato l’accoglimento delle cautelari con fissazione dell’udienza di merito, quelli sul decreto 325 e del decreto 495. La paura è tanta ma provengono dagli studi legali che patrocinano le diverse cause e mail di tenore comunque rassicurante. C’è chi prudenzialmente sposta la data della Camera di Consiglio, chi affina e implementa le carte in attesa dell’udienza di merito e chi annuncia che, nel malaugurato caso di respingimento, si andrà in appello al Consiglio di Stato.

LA TESI ACCOLTA

Di norma in un giudizio di fronte ad un tribunale si presentano due istanze: quella dei docenti e quella del Miur rappresentato dall’Avvocatura di Stato. Il Tar ha dato ragione alla seconda, sostenendo la tesi del Miur che asseriva la necessità di dover impugnare l’originario decreto di aggiornamento triennale delle Gae e non già i successivi decreti di scioglimento della riserva per chi era già in Gae. Il ricorso respinto verteva sul 325, uno di questi ultimi appunto. Specifichiamo subito che questo non significa affatto che i giochi siano chiusi e che i diplomati non possano accedere alle Gae. Pur non avendo la pretesa di sostituirci agli avvocati, cerchiamo di rappresentare alcune obiezioni alla tesi dell’Avvocatura di Stato. Poco importa che il Tar abbia detto che andava adito il giudice del lavoro. La lesione del diritto c’è e rimane da sanare.

OBIEZIONI

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Pur non trovandoci all’interno di uno Studio legale che è già al lavoro per rettificare il tiro in vista dei prossimi appuntamenti (non dimentichiamoci della Plenaria) è possibile già dire che la tesi dell’Avvocatura di stato appare cavillosa. Il dm.325 era già stato dichiarato nullo dal Cds in fase cautelare; stessa sorte era toccata al famigerato 235, da cui è partita tutta l’ondata di ricorsi successivi. Adottare un decreto in violazione del passato giudicato resta incostituzionale. Questo passaggio resterà presente nelle memorie dei legali dei docenti. Ovviamente, a cascata, è nullo anche il 495 che, come il precedente, dimentica l’inserimento dei diplomati. Singolare poi che identica motivazione sia stata data ai ricorsi per SFP- TFA -PAS. Chi ha memoria di quanto sempre avvenuto, ricorderà indubbiamente che il Tar respingeva perché queste abilitazioni erano state conseguite dopo la chiusura delle Gae. Oggi invece si dice “ certo che potevate ricorrere, dovevate farlo nel 2014 impugnando il 235(?)”. Molto strano questo cambio di motivazione. Va sempre tenuto a mente che il gdl non è l’unica strada percorribile Se entro i 60 gg. dalla sua emanazione, la competenza a giudicare è della giustizia amministrativa.

CONCLUSIONI

E’ prematuro, concordando in questo con gli avvocati, preoccuparsi, disperarsi e seminare panico e ansia ingiustificata. La giustizia non è come la matematica. Gli orientamenti variano in continuazione. Per navigare all’interno di questi cambiamenti occorre una solida preparazione giurisprudenziale che solo gli avvocati posso avere in questo momento. Concludiamo affiancandoci a loro nel trasmettere un messaggio di pace e fiducia nel loro operato.