Boom di ricorsi contro la Buona Scuola

Della mole dei ricorsi prodotti dalla Buona Scuola se ne parla una indagine pubblicata da L’Espresso. I dati provengono dal database dell’Avvocatura di Stato dove si vede la suddivisione in quattro blocchi. L’immagine nella didascalia appare anche nell’articolo pubblicato dal gruppo editoriale. Dopo la convinzione che si sia trattato di un affare per i compensi degli avvocati, emerge un’altra anomalia. Il gran numero di ricorsi contro la Buona Scuola ha inciso profondamente sull’organizzazione delle memorie di contro parte. I legali dell’Avvocatura di Stato hanno dovuto impegnarsi a fondo sui macro-ricorsi. Questo ha finito per risucchiare nel vortice dei contenziosi anche i presidi.

I PRESIDI AVVOCATI

Il termine è improprio ma descrive sinteticamente quello che è successo dopo l’intensificarsi del contenzioso. A parlare è il presidente dell’associazione dei presidi pugliesi Michele Gramazio. Lui, come tanti altri colleghi, ha dovuto specializzarsi anche in giurisprudenza. L’amministrazione li ha coinvolti nelle cause chiedendo di rappresentarla in giudizio. I risultati hanno visto quasi sempre soccombere l’amministrazione in tribunale, con ingenti spese di risarcimento decretate a carico del Miur. Qualcuno ogni tanto ce la faceva ma l’impegno profuso è stato davvero enorme.

INDICAZIONI GENERICHE

La difficoltà incontrata per onorare l’incarico ricevuto è stata tanta. Molti presidi si sono trovati soli ad improvvisarsi esperti legali. In Emilia Romagna hanno costituito anche un piccolo pool regionale, specializzato in codici e leggi. In altre regioni i presidi hanno dovuto affrontare le cause da soli, senza l’aiuto di nessuno. Quando andava bene ricevevano solo una generica e mail di indicazioni. Per poter impostare almeno la difesa si consiglia di precisare etc.etc.; questo il tenore. Va da se che molti avvocati hanno contestato ai giudici il difetto di una rappresentatività di questo genere. Spesso questi si è rivelato determinante per l’esito del ricorso che ha visto soccombere il Miur.