Ultime notizie scuola, venerdì 3 febbraio 2017: Donazzan 'ministro Fedeli non avremo il tempo di affezionarci'

Continuano le critiche e le polemiche derivanti dall’intesa Miur-sindacati sulla mobilità docenti 2017/2018. E’ arrivata, infatti, la dura presa di posizione dell’assessore alla regione Veneto per la scuola, Elena Donazzan nei confronti del nuovo accordo: tra l’altro la Donazzan ha incontrato ieri a Roma proprio la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli.

Ultime notizie scuola, venerdì 3 febbraio 2017: Donazzan ‘ministro Fedeli non avremo il tempo di affezionarci’

‘Nel ministro Fedeli ho riscontrato attenzione e cortesia, ma le ho ricordato, con garbo che non avremo il tempo di affezionarci reciprocamente – ha dichiarato l’esponente di Forza Italia – Infatti, ritengo che questo sia un governo a breve scadenza. L’augurio che ho formulato al ministro è stato quello di contenere le criticità e di provare a far partire il prossimo anno scolastico sentendo le reali esigenze del territorio, attraverso un migliore rapporto con le strutture periferiche, ovvero gli uffici scolastici regionali’.

Mobilità docenti ultime notizie: Elena Donazzan ‘Il Veneto sarà penalizzato due volte’

Dunque, secondo Elena Donazzan, la ministra Fedeli non durerà a lungo al timone del dicastero di Viale Trastevere. A proposito del nuovo accordo sulla mobilità docenti 2017/2018, queste le parole pronunciate dall’assessore: ‘Il Veneto sarà penalizzato due volte. Già quest’anno nelle scuole venete mancano 7 mila docenti e 218 dirigenti scolastici; e ora, con la nuova intesa sulla mobilità dei docenti sottoscritta al ministero, il valzer delle cattedre e delle supplenze diventerà endemico. Al ministro ho ribadito le urgenze del Veneto in tema di organici, documentando la mancanza degli insegnanti di sostegno abilitati, i troppi dirigenti scolastici obbligati a reggenze multiple, molto complicate da gestire. E ho criticato il suo primo decreto ministeriale che ha autorizzato ulteriore mobilità per gli insegnanti che avevano avuto il ruolo al Nord, eliminando l’obbligo di rimanere per tre anni nella prima sede di assegnazione. Una decisione che smonta uno dei pochi vincoli introdotti dalla ‘Buona scuola’ e che comprimerà ulteriormente il diritto alla continuità didattica per gli alunni’.