Le gravi lacune degli studenti non sono dovute agli insegnanti ma al sistema scolastico attuale
Le gravi lacune degli studenti non sono dovute agli insegnanti ma al sistema scolastico attuale

Dopo la denuncia dei 600 accademici circa le gravi lacune mostrate da molti studenti dal punto di vista delle loro competenze di base sulla lingua italiana, immediatamente, la folta comunità Facebook degli insegnanti ha iniziato a commentare la scottante notizia.

I Docenti: ‘tutta colpa di chi non vuol vedere e sentire’, noi ne parliamo da tempo di ‘lacune’, ma rimaniamo sempre inascoltati

I commenti nei post dei social network sono innumerevoli e quasi tutti esprimono dissenso e disaccordo nei confronti del Governo e soprattutto verso i Dirigenti scolastici, rei secondo molti di loro di aver ‘occultato’ oramai da molto tempo la verità, a suon di dissuasioni e minacce di ripercussioni. Loro però sono già a conoscenza delle scarse capacità e abilità dei loro alunni. Tuttavia, nonostante le loro resistenze durante le fasi di valutazione, sono ‘costretti’ a promuoverli. La colpa di tutto questo? Del sistema scolastico vigente, oramai da lungo tempo soggiogato dalle regole aziendali fondate sulla produttività.
Se volessimo davvero analizzare la situazione attuale del mondo della scuola, con dovizia di particolari, dovremmo partire da molto lontano, dalla scuola dell’infanzia o da quella primaria: già a partire da questi ordini scolastici il sistema di valutazione è assolutamente falsato e non corrispondente alla reale preparazione degli scolari. Questi ultimi sono infantili, non per l’età anagrafica che possiedono, ma per l’incapacità di essere stati valutati seriamente dai propri formatori per quello che realmente conoscono e sanno fare. Non è una questione di metodologia didattica ma di mancanza di disciplina e di rigore non applicate da chi dovrebbe invece farlo. Spesso, una cattiva valutazione, serve da feedback all’alunno e al genitore. Invece, tutto questo non esiste più, si va avanti con la valutazione numerica al rialzo, facendo a gara tra chi prende il voto più alto, senza che di fatto a questo corrisponda in concreto l’autentica equiparazione rispetto a quanto acquisito.

Commissione formazione nuovi classi: ‘Le schede di valutazione dei nuovi alunni sono tutte falsate’ non emergono lacune

Se assistessimo poi, con l’ausilio di una telecamera nascosta, ad una riunione di commissione per la formazione delle nuove classi, ci accorgeremmo che le schede di valutazione dei piccoli studenti in ingresso sono del tutto non veritiere e, soprattutto, non corrispondenti con le reali capacità e abilità degli stessi discenti. Nella maggior parte dei casi, circa il 70% di quelle schede possiedono valutazioni prossime al valore più alto, la restante parte, ovvero il 30% sfiora o raggiunge i massimi risultati valutativi. Tutto falsato. Questo perché i docenti, già dopo il primo mese di attività didattica, si accorgono subito del palesarsi delle prime aberranti ‘infondatezze‘ contenute all’interno di quelle schede di valutazione, esaminate con accuratezza poco più di un mese prima. La delusione prevale rispetto all’ottimismo, solo perché bisognerà iniziare tutto daccapo.
Non diamo la colpa agli insegnanti e neanche alle maestre, non diamo la colpa ai Professori e a chi colpe non ha, diamo la colpa di tutto questo al sistema scolastico vigente, fondato sulla competizione e sulla produttività, spesso erroneamente paragonata al tasso di promozione o ai risultati scolastici eccellenti dal punto di vista numerico.

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Il sistema valutativo non è malato: i docenti fanno il loro dovere, ‘le colpe vanno indirizzate a chi vuole la promozione a tutti costi’

La vera colpa è di chi mette in competizione gli adulti e finisce per creare difficoltà in quelli che adulti lo diventeranno. Le lacune mostrate da quegli stessi studenti universitari sono le stesse che spesso la politica, con le sue sconclusionate azioni, ha prodotto nelle nuove classi dirigenti. Qui in ballo c’è il futuro delle nuove generazioni, le stesse che chiedono oggi di essere valutate con scrupolosità e serietà, caratteristiche queste richieste dai docenti universitari, l’anello finale di una catena che si chiama ‘conoscenza‘, ‘competenza‘ e ‘sapere‘ e che sta lentamente sfaldandosi per colpa dell’auto compiacimento e per l’evidente disinteresse che i governi nutrono nei confronti del futuro degli studenti.
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