Risarcimento per la reiterazione dei contratti oltre i 36 mesi

Il giudice del lavoro di Como ha decretato un risarcimento di 80mila euro per ognuna delle due docenti precarie storiche rappresentate e difese dall’Avv. Riccardo Sensi. Il pronunciamento del Tribunale di Como, riaffermando il principio dell’autonomia dei giudici, si pone in netto contrasto con le invero infelici ed ingiuste pronunzie della Corte Costituzionale (sentenza n. 187 del 20.07.16) e della Cassazione (sentenze n. 19/2017 del 01.02.17 e n. 20/17 del 01.02.17). Ricordiamo infatti come l’orientamento circa l’abuso di contrattazione a termine oltre i 36 mesi espresso da tali organi limitasse il risarcimento a 12 mensilità. Il risarcimento riconosciuto alle due insegnanti che hanno lavorato ben oltre i 36 mesi (10 anni di supplenze) come precarie della scuola assume ordini di grandezza assolutamente eccezionali.

LE MOTIVAZIONI

Il risarcimento del danno deve essere concreto ed effettivo, non potendo limitarsi ad una teorica disposizione di legge. Questo è quanto ha sancito il Giudice Dott. Giovanni Luca Ortore che per l’effetto ha dichiarato il diritto delle ricorrenti “al riconoscimento dell’anzianità di servizio maturata nel corso dei contratti a termine e conseguentemente ha condannato il MIUR al pagamento delle maggiori somme dovute per effetto della medesima progressione stipendiale prevista per i docenti a tempo indeterminato dai CCNL succedutisi nel tempo, con rivalutazione monetaria e interessi legali dalla singole scadenze al saldo“.

L’ACCOGLIMENTO DEL RICORSO

A nulla vale la differenza che tali contratti siano stati stipulati fino al 30 giugno o fino al 31 agosto. Il giudice ha accolto la tesi addotta in giudizio dall’Avv. Riccardo Sensi ritenendo tale differenza irrilevante ai fini di un ristoro. E’ ingiustificata la distinzione artificiosamente introdotta dalle Cass. citate del 7 novembre 2016. In sostanza è stato riconosciuto il diritto delle assistite di vedersi riconoscere la differenza fra la somma che avrebbero percepito se fin dall’inizio dei contratti a termine fossero invece state assunte a tempo indeterminato e quella effettivamente percepita. Questo in virtù del fatto che per 10 anni esse sono state sfruttate dal MIUR.

COSA OCCORRE PER RICORRERE

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Nel conteggio dei mesi di supplenza va considerata la sommatoria ottenuta da tutti i contratti a termine; che siano stati stipulati per pochi mesi o fino al termine delle lezioni, purché tutti nella scuola pubblica. Ai fini del computo non è importante che siano su organico di fatto oppure su organico di diritto. L’orizzonte temporale considerato per ottenere i risarcimenti per la reiterazione dei contratti a termine è di 10 anni.