Studenti disabili e prove ‘facilitate’
Studenti disabili e prove ‘facilitate’

Secondo alcune indiscrezioni, nel prossimo decreto legislativo sulla valutazione nella scuola secondaria di primo grado (ex scuola media), gli studenti disabili che avranno la necessità di svolgere delle prove ‘facilitate’ non potranno poi pretendere il rilascio di una licenza media e di un successivo diploma, ma solo un ‘attestato di formazione’. Queste le linee guida generali delle prossime novità che si profilano all’orizzonte per gli alunni con gravi problemi e patologie di apprendimento.

Integrazione degli alunni disabili: i genitori chiedono la stessa integrazione anche nella valutazione

Senza nessuna sensibilità nei confronti dei più deboli, oggi, la politica ‘sbatte’ la porta in faccia a chi è più in difficoltà; a coloro i quali, paradossalmente, avrebbero avuto bisogno di sostegno e tutela, soprattutto dal punto di vista simbolico. Se pensiamo poi alle belle parole che sono servite ai tanti ministri della Pubblica Istruzione che si sono succeduti in questi anni, raccontando con falsità e ipocrisia che l’integrazione doveva essere la parola d’ordine da anteporre a tutto e a tutti, dal disorientamento si passa presto allo sconcerto e al dissenso più totale.
Si parla di 70.000 alunni disabili che si troveranno davanti all’ennesima stortura normativa, la quale discriminerà ancora di più il loro status di alunni in difficoltà. Il valore simbolico troverà – a quanto pare – ampio spazio, in luogo del valore delle conquiste e delle conoscenze assimilate (anche se lievi e di poca importanza) che lo studente disabile avrà acquisito nel corso del suo iter formativo.

I soliti slogan politici contro la carenza di competenze: quelle critiche non erano rivolte agli alunni disabili

Iniziare ad intervenire nel migliorare la valutazione delle competenze di base degli studenti italiani, le cui perplessità sono state evidenziate di recente da 600 professori universitari, non significava partire necessariamente dagli studenti più deboli. Anzi, forse era più auspicabile partire da quelli perfettamente sani, ma inabili dal punto di vista della volontà e della costanza nello studio.

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A proposito dell’aumento dei BES e dei DSA, gli insegnanti dichiarano: ‘più del 70% degli alunni non dovrebbe ricevere il diploma di licenza media’

Dopo quello che la politica sta per fare, viene rabbia e sgomento, perché, se volessimo dirla tutta, facendo un esempio concreto, potremmo dire che in una classe di 25 alunni quelle prove semplificate dovrebbero farle almeno 20 di loro. Il problema è che di quei 20 alunni con difficoltà conclamate solo due sarebbero certificati e quindi farebbero le prove semplificate. Loro si che sarebbero realmente disabili con gravi patologie. I restanti 18 alunni non avrebbero nessuna disabilità se non la loro svogliatezza, la loro apatia, la loro mancanza di volontà nell’apprendere nuove competenze e conoscenze, la loro fermezza nello scarso impegno e, infine, una smisurata protezione genitoriale alle spalle che ne determina una sicurezza disarmante difronte alla schiacciante realtà. Tuttavia – a detta di molti insegnanti – anche gli studenti più svogliati e meno preparati, chissà come, vengono licenziati e potranno ottenere il diploma.

Stiamo sbagliando strada: ‘il rischio è la disgregazione sociale’

Ci chiediamo, pertanto, se la strada che i parlamentari stanno per percorrere (verso la prossima approvazione sul decreto valutazione) sia quella giusta o sbagliata, ritenendo per questo errato ed iniquo dover ulteriormente discriminare coloro i quali vivono con difficoltà la loro esistenza e che, pur volendo, non potrebbero mai migliorarla, a meno di miracoli divini o importanti scoperte scientifiche. Tutto diverso è invece il caso di quei 18 compagni di classe che, pur potendo impegnarsi, non lo fa per negligenza e per svogliatezza, atteggiamenti questi ampiamente giustificati dai pericolosi e gravi campanilismi genitoriali.
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