Scuola, da settembre torna l'educazione civica: come verrà inserita la materia?
Scuola, da settembre torna l'educazione civica: come verrà inserita la materia?

Trento. L’insegnante del liceo pedagogico Rosmini, piuttosto contrariata, si è seduta al computer e ha scritto una lunga lettera ai genitori dei suoi alunni. “Insegno scienze naturali nella classe di vostro figlio (una seconda) dove, a breve, inizierà un corso di educazione sessuale. A mio avviso, invece, a scuola sarà proposto un corso di “addestramento sessuale”, in modo parziale e frettoloso: una violenza inaccettabile, oltre che un’ingerenza inammissibile”.

Educazione o “addestramento” sessuale?

Queste le parole di Katia Ricciardi che, come ha chiarito nell’incipit della lettera inviata alla famiglia, insegna scienze naturali al liceo Rosmini di via Malfatti. Messa nera su bianco, la presa di posizione della professoressa è in evidente contrapposizione con un progetto sintetizzato così sulla bacheca elettronica della scuola, approvato a suo tempo dal consiglio scolastico: ” Educazione sessuale e socioaffettiva promossa dalla scuola per le classi II, gestita da operatori sanitari e psicologi”. Pur facendo capire di doversi comunque attenere agli ordine del preside, la Ricciardi prende le distanze dalla realizzazione del progetto: “Un corso che dovrebbe essere neutrale ma, dal momento che si impone una lezione sugli aspetti fisiologici della riproduzione e anatomici (quando non c’entra nulla con il programma annuale della materia) sembra evidente quale approccio stiamo avallando della sessualità e quale, invece, disprezziamo”.

Un corso impartito in età ‘troppo delicata’, secondo la docente del liceo

Il corso verrà impartito a ragazzi e ragazze di 15 anni, invitando i ragazzi a confrontarsi sulle proprie aspettative sessuali ed esperienze – osserva ancora la docente – in un momento molto delicato della loro crescita, calpestando il pudore e la purezza della loro età”. Alla professoressa non è sembrato adatto sin dalle premesse: “Il pensiero di chi ha voluto promuoverlo è “i ragazzi si sono già fatti un’ idea, sono grandi”, “vogliamo essere neutri il più possibile”, “diamo loro strumenti e informazioni, senza aggiungere opinioni personali su cosa è giusto e cosa è sbagliato”. Ma questo corso esclude la morale – continua la prof – c’è educazione solo quando si agisce per far diventare un ragazzo eticamente migliore, in caso contrario si fa dell’addestramento; in poche parole, si trasmettono soltanto delle competenze”.

Rimane aperta una discussione spinosa

La docente del liceo Rosmini ha una ferrea convinzione, su cui si può essere più o meno d’accordo: “L’educazione sessuale dei figli si realizza, pienamente e gradualmente, solo nella famiglia in cui il ragazzo è allevato ed amato. La frattura tra la componente procreativa dell’atto sessuale e quella unitiva, oggi è fin troppo evidente: pornografia, promiscuità sessuale, pedofilia e l’ipersessualizzazione dell’intera società, oltre che infantile, scaturiscono proprio da una sessualità privata della sua funzione procreativa” – ha scritto la professoressa chiudendo la sua lettera. La discussione, invece, rimane aperta.
Fonte: Trentino