La rivincita dei diplomati magistrali

Il Consiglio di Stato sembra abbia sentito i diplomati magistrali costituitisi nel Movimento Nastrini Verdi. Ovviamente è solo una forzatura di quanto è successo, considerato che quest’ultimi invocavano l’intervento in loro tutela. Due giorni fa c’è stata una sentenza di accoglimento di ingresso in Gae per alcuni diplomati magistrali. La notizia è stata diffusa in rete da uno di loro, bypassando l’indifferenza dei media tradizionali, causando immediatamente forte giubilo tra gli interessati. I giudici di Palazzo Spada hanno ribaltato un’ordinanza cautelare del Tar Lazio Sezione III BIS (la stessa che sta respingendo a pioggia centinaia di ricorsi), che gli interessati potranno trovare facilmente in rete col numero di ruolo 06057/2016. Il rigetto è stato rovesciato in Appello dal Cds col numero di ruolo 9578/2016. La data di emissione è 10 febbraio 2017.

ACCOGLIMENTO E IMMISSIONE IN GAE

Il Consiglio di Stato ha ritenuto fondato l’appello contro il rigetto del Tar proposto da alcuni ricorrenti, identificando nelle doglianze il cosiddetto fumus boni iuris. Nella sentenza vengono trattate separatamente due questioni: una riguarda due appellanti che contestano la mancata attivazione di percorsi abilitativi ordinari; l’altra riguarda la posizione di un altro gruppo cancellato per non aver prodotto domanda di aggiornamento. I giudici ritengono fondate le doglianze di tutti disponendo pertanto che il Tar si pronunci nel merito, accogliendo l’appello e inserendo in Gae con riserva tutti i ricorrenti.

I PUNTI FERMI DEL CDS

Nella sentenza il Cds richiama il proprio orientamento in merito ad alcune questioni. Riconferma quello consolidato della mancata attivazione dei percorsi abilitativi richiamando l’ordinanza 1836/2016. Altresì non ritiene affatto di modificare quello relativo al diritto al reinserimento per ingiusto depennamento. Vengono al riguardo citate le due ordinanze 301/2017 e 470/2017 a conferma del consolidato orientamento di questo consesso. Ricordiamo quello espresso in fase cautelare circa il valore abilitante del diploma più volte riconfermato in diverse pronunce. Manca l’ultimo appuntamento del 19 aprile dove in Adunanza Plenaria si discuterà della questione in fase di merito.

La Sentenza originale