Quando gli studenti mancano di rispetto

Casi come quelli che sono accaduti in Sardegna ne ritroviamo un po’ in tutta Italia ma il quotidiano l’Unione Sarda ha condotto un’inchiesta (pubblicata sul numero odierno di domenica 12 febbraio) all’interno della quale si parla dei ‘ragazzi terribili e dei prof in trincea’.

L’autorità dei prof e le punizioni

Sono tanti i casi in cui gli studenti ne combinano di tutti i colori e allora come possono fare i docenti per riuscire a far valere la propria autorevolezza in classe? L’inchiesta racconta di diversi episodi accaduti recentemente. Il primo nell’istituto ‘Marconi’ di Cagliari dove una professoressa, dopo essere entrata in classe, ha notato dei disegni che riempivano le pareti dell’aula, disegni ‘ispirati’ all’anatomia maschile, dipinta in tutte le grandezze e all’infinito. Il responsabile è stato poi identificato e i genitori sono stati ‘condannati’ a pagare una squadra di operai che lavorasse per coprire quei graffiti osceni.

Quando gli studenti mancano di rispetto

Che dire, però, se si arriva al punto di mancare di rispetto nei confronti dei professori o del personale Ata? Al liceo ‘Dettori’ di Cagliari hanno deciso di applicare una ‘punizione’ esemplare nei confronti di uno studente che aveva preso in giro pesantemente una bidella. Anzichè sospenderlo, il ragazzo ha dovuto anticipare di un’ora il proprio arrivo a scuola ed aiutare la bidella nel pulire il pavimento e i bagni. Antonella Caddeo, professoressa di chimica del liceo ‘Dettori’ sostiene che la punizione consente al giovane di capire l’importanza del lavoro svolto dalla persona che, invece, lui ha voluto offendere dicendole una brutta parola. ‘Gli è servito senz’altro di più’ ha concluso la professoressa.

Rapporto genitori-docenti in crisi

Purtroppo, è cambiato anche il rapporto tra i docenti e i genitori, i quali si coalizzano sui vari gruppi WhatsApp appositamente creati. ‘C’è una forte incapacità ad essere padri e madri’ sostiene Pino Tilocca del liceo De Castro di Oristano ‘tendono ad avere rapporti paritari con i loro figli. Dovrebbero educare ma non sono capaci di impersonare il loro ruolo in maniera equilibrata’.
Maria Luisa Ariu, segretaria regionale della Cisl Scuola, ritiene che i genitori si identifichino con i figli e affrontino ogni cosa come un fatto personale. Nemmeno una nota viene più accettata, si parte sempre dal presupposto che siano gli insegnanti a sbagliare.