Corso di formazione del Miur

Il Miur annovera tra i suoi corsi quello denominato “sci e tutela ambientale” rivolto a dirigenti scolastici e docenti di educazione fisica. Uno di questi si svolge al Passo del Tonale. Il periodo è di sei giorni in mezza pensione, skipass e scuola di sci per due ore al giorno inclusi nel pacchetto. Il costo di € 475,00 non è a carico del Miur, bensì dei docenti interessati. Ma a quanto pare, misconoscenza dei regolamenti e preconcetti hanno fatto si che un preside negasse il permesso a parteciparvi. Ce ne eravamo già occupati in un articolo reperibile cliccando qui. Il professore interessato, Carmine Nicoletti, non ci sta e tramite il suo legale di fiducia, avv. Luigi Bernardi di Cantù, porta in conciliazione il dirigente, dott. Antonio Cangiano, con lo scopo di fargli capire che i permessi in questione spettano al docente.

SPIEGAZIONI DEFATIGATORIE

Il dirigente scolastico dell’istituto superiore Ettore Majorana di Cesano Maderno (Monza Brianza), dott. Antonio Cangiano, non ha ratificato il permesso al docente in questione dicendo che non era congruente con l’offerta formativa. Intervistato da il Corriere della Sera, il dirigente scolastico non ha fornito altri dettagli circa la sua decisione di non concedere il permesso. “Non mi faccia parlare”, ha detto al telefono al giornalista che gli chiedeva i motivi del diniego. A rinforzo di questa posizione ha aggiunto che se l’autorizzazione fosse stata un meccanismo automatico non ci sarebbe stato bisogno del nulla osta del dirigente. Questo ha fatto letteralmente imbufalire il docente che si è rivolto al legale per il riconoscimento di un legittimo diritto alla formazione sancito dal Miur stesso.

LE OBIEZIONI AL DINIEGO

Ricordiamo come partecipare ad uno di questi corsi di formazione riconosciuti dall’amministrazione equivalga a svolgere regolarmente il proprio servizio. Negare il permesso alla partecipazione a tali corsi non permette al lavoratore di impadronirsi di quelle conoscenze e competenze in grado di aumentare il bagaglio professionale e didattico del docente, innalzando la sua qualità professionale. Viene violato di fatto il diritto previsto dalla norma pattizia, dando così origine ad una possibilità di contenzioso. Il dirigente in questione altro non può fare che inoltrare le sue rimostranze al Miur motivando la sua posizione. Questi sono i motivi addotti dal prof. Nicoletti che ha dato mandato al suo legale, l‘avv. Bernardi, di tutelare il suo diritto.

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