La direzione del PD

Il Pd si da appuntamento oggi in Direzione. La scuola guarda con vivo interesse quanto sta avvenendo all’interno del partito di maggioranza del governo. Le sorti dei docenti sono legate a stretto filo con quelle del Pd. In ballo ci sono le elezioni con due scenari aperti contrapposti che vedono “renziani” e “gentiloniani” confrontarsi sul tema del timing del nuovo congresso. In attesa di conoscere l’esito della direzione, dove alcuni rumours danno per certe le dimissioni di Matteo Renzi da segretario del partito, vediamo gli opposti schieramenti.

AL VOTO SUBITO

Lo schieramento vicino all’ex premier Renzi può contare in tutto su circa cento parlamentari. Si tratta dell’ala dei giovani turchi che fa riferimento a Matteo Orfini (circa 15 parlamentari) e una fetta dell’area di sinistra legata al ministro Maurizio Martina. A questi si affiancano Luca Lotti, Lorenzo Guerini e Maria Elena Boschi più i 37 firmatari di un documento di impronta iper-renziana contro l’aumento delle tasse promosso da Edoardo Fanucci. Favorevoli ad andare subito al voto sono anche il capogruppo alla Camera Ettore Rosato e l’ex sindaco di Torino Piero Fassino.

FINO AL TERMINE DELLA LEGISLATURA

Quest’area è composta dai “bersaniani”: una cinquantina tra Camera e Senato, guidati da Roberto Speranza. Si tratta dei duri e puri, decisi alla scissione in caso di voto anticipato a giugno 2017. Di questa compagine i più celebri sono Miguel Gotor, Federico Fornaro, Maurizio Migliavacca, Nico Stumpo e Davide Zoggia. A questi vanno aggiunti altri 47 membri: i 5 parlamentari molto vicini al premier Gentiloni (da Lorenza Bonaccorsi a Ermete Realacci, ma anche Roberto Giachetti è legato al premier), i 10 veltroniani doc (Verini, Causi, Morassut e altri), i 15 parlamentari dell’area Cuperlo, la decina di ex civatiani guidati dal senatore Sergio Lo Giudice e i 7-8 ex popolari vicini a Beppe Fioroni. A questi vanno aggiunti altri 9 membri quali Michele Emiliano, Enrico Rossi,Mario Tronti, Giancarlo Sangalli, Josefa Idem, Luigi Manconi, Sergio Zavoli, Nicola Zingaretti e Vincenzo De Luca.

I POSSIBILISTI

I due schieramenti contrapposti possono rispettivamente ampliare la platea se un’ampia zona grigia, composta da circa 90 parlamentari, non trovasse una intesa sulla data del nuovo congresso. Tra i nomi più noti figurano Matteo Richetti Alfredo Bazoli, Luigi Lepri, Emma Fattorini, Laura Puppato, Dario Franceschini, Luigi Zanda, Gianclaudio Bressa, Franco Mirabelli, Marina Sereni e Gianclaudio Bressa.

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