Rigetti del Tar

I rigetti del Tar dei ricorsi dei docenti abilitati sono stati motivati con l’accoglimento della tesi dell’Avvocatura di Stato. In essa si sosteneva, oltre alla tardività dell’impugnazione e della competenza a giudicare da parte del Tar in virtù del fatto che i decreti 325 e 495 sono atti di micro organizzazione la cui trattazione compete alla giustizia ordinaria, che occorresse aver impugnato l’originario decreto di aggiornamento triennale 235/2014. Ma chi ha letto attentamente le motivazioni dei rigetti dei ricorsi per l’inserimento degli abilitati nelle Gae avrà sicuramente notato una cosa: in nessuno di questi rigetti viene espressamente detto che gli abilitati non debbano entrare nelle Graduatorie ad Esaurimento o che non ne abbiano il diritto.

IL MURO DI GOMMA DEL MIUR

Il continuare ad immettere i ricorrenti nelle Gae pregiudicherebbe le procedure future di smaltimento delle graduatorie stesse. Quest’ultima parte può essere tranquillamente letta come l’esigenza del Miur di completare le procedure del concorso 2016, evitando di sconvolgere in continuazione le graduatorie di scorrimento in ruolo. Questa è la tesi dell’Avvocatura di Stato portata avanti in tutti i tribunali amministrativi per mantenere chiuse le Gae.

DIPLOMATI MAGISTRALI ESCLUSI DAL TRANSITORIO

Il piano transitorio ideato dal PD contiene ancora la minaccia costituita dal concorso. Il criterio di soggettività insito nelle valutazioni continua a preoccupare i docenti abilitati; ma questo non è tutto. A dire il vero ci sono anche i laureati in Scienza della Formazione Primaria fuori dal piano transitorio ideato dal PD. La questione diventa dunque vitale e complessa per circa 60.000 docenti del comparto infanzia primaria. I diplomati magistrali ante 2001/2002, gli abilitati ITP e i Laureati SFP del vecchio ordinamento si trovano nuovamente ignorati dal governo. Ci si domanda quali iniziative possano essere prese in loro favore onde non rinfocolare il già corposo contenzioso pendente nei vari tribunali.