Studente si lancia dal balcone per 10 grammi di hashish

All’uscita dell’istituto superiore di Chiavari, i primi studenti vengono controllati dalla guardia di finanza e poi lasciati andare a casa. Lui, invece – uno studente di 15 anni – viene trovato in possesso di qualche grammo di hashish. Il ragazzo, un pò agitato, ammette di averne una piccola quantità anche a casa sua: la destinazione è la stessa dei suoi compagni, ma viene accompagnato dai finanzieri che intendono perquisire l’abitazione.
Una volta giunti a casa, il ragazzo e sua madre cominciano a litigare. Nessuno, nè il militare presente, né lei o il suo compagno, possono immaginare che lo studente aprirà la porta a vetri e si lancerà fuori dal balcone, perdendo la sua giovanissima vita, nonostante gli immediati soccorsi.

Un gesto imprevedibile che ha distrutto una famiglia

Una famiglia di Lavagna sconvolta, distrutta da un gesto estremo impossibile da capire, compiuto per essere stato sorpreso con pochi grammi di hashish in tasca; un gesto che, si può immaginare, forse ha radici ben più profonde. Le indagini sul terribile episodio, coordinate dal sostituto procuratore Luca Scorza Azzarà, sono condotte dalla Guardia di Finanza di Chiavari e dai colleghi di Genova.
Gli inquirenti hanno interrogato amici e parenti del ragazzo, sia davanti all’obitorio che in piazza Torino (dove è avvenuta la tragedia) nel tentativo di ricostruire la vicenda: lo studente giocava a calcio, una delle sue passioni. La madre, che vive con un nuovo compagno “voleva farlo smettere di giocare per un pò, perchè non andava bene in qualche materia” – racconta un amico davanti allo stabile in cui vive la famiglia. Nessuno parla di droga, eppure lui ne aveva circa dieci grammi quando è stato fermato per il controllo, un quantitativo sufficiente solo per fare qualche canna.

Lo studente, trovato con pochi grammi di hashish, torna a casa accompagnato dai militari

Evidentemente non è abituato alle domande degli investigatori e alle divise, ammette subito di avere nella sua stanza ancora qualche pezzetto di “fumo” e torna a casa, accompagnato da quattro militari. Immaginiamo il suo stato d’animo, durante il percorso: aveva già deciso di compiere il folle gesto, oppure è stato un impulso scattato in un secondo tempo? Ad aprire la porta sono la madre e il suo compagno. Un finanziere rimane con il ragazzo e i due che lo rimproverano, nasce una lite, mentre altri tre controllano ogni angolo dell’abitazione: sono tutti a mezzo metro di distanza dal 15enne quando questo si alza e si precipita sul balcone; e nessuno, data l’imprevedibilità del gesto, ha il tempo di provare a fermarlo. I soccorsi arrivano immediati, la corsa concitata verso la piazzola dove è atterrato l’elicottero, ma il cuore del ragazzo si ferma prima ancora di arrivare in ospedale. Il papà saprà quel che è successo a suo figlio solo dopo e correrà da lui, troppo tardi, disperato. Il giovanissimo studente non aveva mai avuto un guaio con la giustizia. La sua vita era fatta di scuola, calcio e amici, almeno in apparenza, ma la scelta che ha fatto ieri potrebbe nascondere una sofferenza sfuggita a chi gli stava intorno: “Stiamo lavorando per individuare il pusher che ha spacciato la droga al ragazzo, forse un amico” – dice uno dei finanzieri.

Potrebbe interessarti:  Faenza, il gesto della classe per la compagna: ministro Bussetti 'Sono fiero di voi'

Lo studente era incensurato

Il gesto del 15enne di Lavagna ha suscitato, ovviamente, reazioni politiche con un filo conduttore: “Tutto questo non sarebbe successo se la cannabis fosse legalizzata” – ha commentato il senatore del Pd Luigi Manconi. Nicola Fratoianni Di Sinistra Italiana è stato ancora più duro: “Proibizionisti e bigotti, invece di agire contro la grande criminalità combattono contro i giovani”. E infine, il monito dei Radicali Italiani: “Basta con le giovani vite spezzate”.