Roma,
Roma, "Gran ballo fascista" a scuola: è polemica

Una bufera si è scatenata presso la scuola media “Guido Alessi” di Roma, dopo l’annuncio di un “Gran ballo fascista“, evento che l’istituto in questione stava organizzando. In realtà, il tutto faceva parte del progetto “Ricostruire la storia”, al fine di far rivivere l’atmosfera della situazione politica (e sociale) italiana durante il ventennio fascista. Dopo le proteste scatenate da alcuni genitori, la preside dell’istituto si è vista costretta a revocare l’iniziativa. La dirigente scolastica, inoltre, dovrà adesso stilare una relazione nei confronti dell’Ufficio di competenza regionale, per spiegare cosa sia realmente accaduto.

“Gran ballo fascista” in una scuola di Roma, ecco come si sono svolti i fatti

Tutto è iniziato con una circolare bandita e pubblicata sul sito dell’istituto Guido Alessi lo scorso 13 Febbraio. Per sabato 1 Aprile 2017, era previsto un ballo che avrebbe richiesto anche una sorta di “dress-code“. Prima di andare avanti, è d’uopo notare come la data precitata faccia quasi pensare ad una sorta di pesce d’Aprile. Ad ogni modo, tale circolare prevedeva che i partecipanti al ballo indossassero abiti d’epoca (relativi al ventennio fascista appunto) con tanto di musica dell’epoca. La circolare recitava inoltre: “Non mancherà, per l’occasione, un piccolo buffet con bevande e salatini”. Sempre dal testo del documento, si evince come tale evento si sarebbe svolto con il permesso del Ministero dell’istruzione. La circolare in questione termina in tal modo: “Si chiede la collaborazione di tutti e si ringrazia quanti vorranno contribuire affinchè resti ai nostri studenti il ricordo di una serata speciale”.

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Il progetto “storico” è infine saltato

Dopo 24 ore dall’annuncio, è tutto saltato. Ieri , sul sito della scuola Guido Alessi, è apparsa una nuova circolare, che annunciava la sospensione del “Gran ballo fascista”. Tuttavia, l’istituto ha voluto precisare che il progetto in questione non voleva affatto promuovere il ricordo di un periodo controverso e discutibile della storia italiana, bensì: “promuovere in’iniziativa di valore culturale”. Insomma, un semplice progetto di ricerca storica peraltro approvato dal Miur stesso. Tuttavia, l’iniziativa è stata fermata alla fine, per evitare ulteriori fraintendimenti.