Ultime news scuola, giovedì 16 febbraio 2017: l'Ordine dei Giornalisti ha sanzionato il direttore de 'Il Foglio'

Forse molti di voi ricorderanno quanto accaduto nell’estate del 2016, quando i Partigiani della Scuola Pubblica presentarono un esposto scritto all’Ordine dei Giornalisti contro le testate ‘Il Foglio’ e ‘Libero’ per le frasi ingiuriose adoperate in occasione di articoli aventi come argomenti docenti e studenti meridionali.

In particolar modo si fa riferimento all’articolo pubblicato da ‘Il Foglio’ il 16 agosto 2016 dal titolo ‘I terroni somari ma promossi con lode’: un pezzo che suscitò lo sdegno e le proteste da parte degli insegnanti, soprattutto perchè andava a ledere la loro dignità professionale, in particolar modo quella dei professori delle scuole secondarie di secondo grado ubicate nel meridione d’Italia.

Ultime news scuola, giovedì 16 febbraio 2017: l’Ordine dei Giornalisti ha sanzionato il direttore de ‘Il Foglio’

Ebbene, come riportato da Tecnica Della Scuola, il Consiglio regionale del Lazio dell’Ordine dei Giornalisti ha sanzionato con un avvertimento scritto il direttore de ‘Il Foglio’, motivando tale decisione con il fatto di aver leso la dignità professionale dei docenti: in data 19 gennaio 2017, infatti, il Collegio disciplinare dei giornalisti ha ritenuto responsabile il Direttore Claudio Cerasa di aver violato l’articolo 2 del Testo Unico dei giornalisti, in cui viene ricordato il rispetto dei diritti fondamentali delle persone e l’osservanza delle norme di legge poste a loro salvaguardia: principi che devono essere rispettati dalla deontologia del giornalista.

Lesa la dignità professionale dei docenti: ecco le motivazioni della sanzione

Inoltre lo stesso Collegio ha riscontrato, sempre nell’articolo pubblicato in quel 16 agosto 2016, la mancanza della tutela del diritto alla non discriminazione: infatti, si sarebbe andati incontro anche alla violazione dell’articolo 9 dell’allegato 1, in cui viene detto che, nell’esercitare il diritto-dovere di cronaca, il giornalista è tenuto a rispettare il diritto della persona alla non discriminazione per razza, religione, opinioni politiche, sesso, condizioni personali, fisiche o mentali.