La replica della Puglisi

La sen. Francesca Puglisi, nel corso delle audizioni svoltesi ieri in Senato circa l’attuazione dei decreti legislativi afferenti alla fase transitoria, ha replicato agli interventi dei docenti precari che rappresentavano la categoria delle graduatorie di istituto. La sen. Puglisi ha paventato il rischio di produzione di ulteriori graduatorie che rendano evidente lo sfruttamento. Questo nelle more della proposta di revisione del Ddl con l’istituzione del concorso per soli titoli. Diciamo subito che la tanto decantata divisione e molteplicità di vedute tra i vari movimenti è destituita di ogni fondamento. Mai come in questo momento c’è massima convergenza e condivisione di idee sul transitorio.

LA REPLICA

Diretta e puntuale la replica che la senatrice ha effettuato ieri durante le audizioni in risposta a chi chiedeva un diverso sistema di valutazione che riconoscesse il merito e il servizio. I docenti precari presenti in aula sono rimasti sorpresi e spiazzati dalle obiezioni circa la mancanza delle Gae nelle diverse proposte alternative segnalata dalla Puglisi. Mancherebbe inoltre un report dettagliato del numero di docenti abilitati e di cattedre disponibili da riservare alla fase transitoria. Al termine del suo intervento ha affermato che si proverà a correggere quel decreto legislativo nei limiti del possibile. Questo laddove indicato dai movimenti dei precari e dopo aver ascoltato anche le posizioni dei docenti ancora nelle Gae. Ieri i precari hanno proposto l’anno rafforzato di prova.

L’OBIEZIONE DEI PRECARI

E’ del tutto evidente come l’affermazione che manchi una previsione per le Gae sia totalmente avulsa dal contesto della fase transitoria, essendo la stessa di per sé già riservata e da attuarsi in subordine allo scorrimento in ruolo dei colleghi delle Gae. Questo sarà possibile grazie all’investimento di una somma già stanziata con la legge di Bilancio pari a 400 milioni di euro per la trasformazione delle cattedre da organico di diritto a organico di fatto. La creazione di ulteriori 25.000 posti consentirà l’esaurimento delle Gae e delle Gm 2016 entro il 2020, anno in cui dovrebbe partire la fase transitoria rivolta alla seconda fascia. Questo fa sì che la procedura richiesta dai precari di creazione di una graduatoria regionale non intacchi minimamente la composizione dei contingenti Gae e GM. Se il Miur vorrà effettuare il censimento dei docenti, mettendolo a disposizione degli interessati, sarà ancora più agevole determinare la proposta alternativa.