Droga a scuola, si riapre il dibattito: uno studente su tre ne fa uso
Droga a scuola, si riapre il dibattito: uno studente su tre ne fa uso

Dopo la morte dello studente 16enne, a Lavagna, che si è gettato da una finestra durante una perquisizione della Guardia di Finanza, si riapre il dibattito sulla diffusione di droga nelle scuole. Secondo i dati del questionario somministrato a 890 studenti delle superiori (dal Punto Ascolto Disagio Scolastico), uno su tre, almeno per quanto riguarda Verona, ha dichiarato di farne uso.

Controlli con i cani antidroga nella scuola come funzione dissuasiva

Dei 980 ragazzi interpellati, 588 hanno dichiarato che la droga gira facilmente a scuola, mentre ne fanno uso in 363; 100 hanno iniziato a consumarla per curiosità fin dai 14 anni, 288 per farsi le canne preferiscono la marijuana, il parco è il luogo principale di consumo per 703 studenti, e infine 797 vorrebbero affrontare il problema a scuola.
Intanto, docenti e dirigenti scolastici delle scuole superiori veronesi, assicurano la loro collaborazione con le forze dell’ordine: infatti già da tempo vengono svolti regolari controlli con i cani antidroga negli istituti, come funzione dissuasiva, e segnalati subito i casi sospetti alla Polizia. “L’allerta c’è, non possiamo negarlo, ma qui si rischia di passare, invece che alla sensibilizzazione del fenomeno, alla criminalizzazione generalizzata” – spiega Maria Paola Ceccato, preside dell’istituto Giorgi. Il dirigente scolastico del liceo Maffei, Roberto Fattore, aggiunge: “Il problema è trasversale e va tenuto sotto controllo insieme, famiglie ed educatori”.

Potrebbe interessarti:  Faenza, il gesto della classe per la compagna: ministro Bussetti 'Sono fiero di voi'

Liberalizzare la droga oppure no?

Sui social network, riguardo l’argomento, i commenti scorrono a fiume – gran parte dei quali favorevoli alla liberalizzazione della droga – pochissimi quelli che invece si preoccupano di puntare il dito sulla realtà di ciò che succede: nel giro di pochi giorni un ragazzo si uccide perchè “non riesce a trovare un lavoro”, una ragazzina si lancia dall’auto in corsa del padre, un adolescente si butta dalla finestra davanti alla madre per soli 10 g di fumo. E tutto questo è successo in una settimana.
Sono troppe le persone, a giudicare da quei commenti, che dissertano sulla questione senza rendersi conto che il vero problema non sta nella liberalizzazione della droga, ma nel disagio di una gioventù fragile, disorientata e incapace di affrontare la vita. Ragazzi e ragazze che non riescono ad accettare le conseguenze dei propri sbagli. Invece di interrogarci se sia il caso di legalizzarla o no, dovremmo farlo sui veri motivi che stanno dietro ai (sempre più frequenti) suicidi dei nostri giovani.
Fonte:Vvox