Scuola, diplomati magistrale e concorso infanzia e primaria ultime notizie: Anief 'E' illegittimo'

Il Tribunale del Lavoro di Roma ha provveduto a condannare il Ministero dell’Istruzione al risarcimento di tre precari “storici” della scuola con una somma pari a ben 100mila euro. Per i supplenti di lungo corso, uno dei quali ha iniziato il suo cammino come precario nel 2006, quindi oltre dieci anni fa, si tratta di un parziale rimborso del trattamento iniquo cui sono stati sottomessi.

Ultime notizie scuola, venerdì 17 febbraio 2017: Tribunale di Roma risarcisce tre docenti precari storici non assunti

La decisione dell’organo giuridico capitolino, come riportato anche dal noto portale d’informazione Agenparl.com, è stata presa tenendo conto delle recenti sentenze della Corte di Cassazione (ex plurimis nn. 22556 e 22558), che hanno provveduto ad accertare il diritto dei precari a ricevere la medesima retribuzione spettante ai colleghi di ruolo oltre ad un risarcimento da una a dodici mensilità per l’abuso dei contratti a tempo determinato, dopo 36 mesi di servizio svolti su posti annuali.

Marcello Pacifico, presidente Anief: ‘Il vento sta cambiando’, ecco perchè

Il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, ha sottolineato come il vento stia cambiando in merito alla suddetta questione. ‘Sul risarcimento al lavoratore precario di lungo corso indicato dalla Cassazione da un minimo di due a un massimo di 12 mensilità per abuso dei contratti a termine siamo in attesa del parere della Corte di Giustizia Europea su ricorso sollevato dal tribunale di Trapani. Quando si parla di lavoro – ha aggiunto Pacifico – troppo spesso si continua a non tenere conto dell’articolo 3 della nostra Costituzione che richiama al diritto di uguaglianza tra tutti i cittadini: dal canto nostro, fin dal primo anno della nostra fondazione, il dicembre 2008, abbiamo denunciato alla stampa la disparità di trattamento tra personale precario e di ruolo. Una condizione, tra l’altro, sempre perpetrata dal legislatore e dal sindacato rappresentativo. Ora, finalmente, il vento sta cambiando e i precari possono presentare il conto attraverso le aule di giustizia’.
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