Il Congresso PD e le opinioni degli insegnanti nei confronti dei Dem
Il Congresso PD e le opinioni degli insegnanti nei confronti dei Dem

In questi giorni e in queste ore la sorte del PD è appesa ad un sottilissimo filo che sta per spezzarsi. I vari Speranza, D’Alema, Bersani e lo stesso Emiliano, attraverso le loro dichiarazioni, i loro appelli e le loro riflessioni politiche hanno minacciato la loro ‘separazione’ dal Partito Democratico di Matteo Renzi. Hanno più volte detto al loro caro segretario che “Se non si cambia rotta il PD si spaccherà definitivamente”; anzi, Bersani ha addirittura ribadito che è già in atto la paventata spaccatura, oramai da molto tempo. Ci viene spontanea una domanda: ma da quando? In fondo, il mondo della scuola, non se ne è mai accorto.

Ma quale spaccatura del PD, i Prof: “La sinistra del PD, ci ha abbandonato il 13 luglio 2015”

Il popolo della scuola, quella che nell’estate 2015 gridava contro la scandalosa approvazione della Legge 107/15, si interroga sui motivi per il quale in quella stessa estate i vari esponenti della minoranza Dem (gli stessi che oggi sono preoccupati di perdere consensi), abbiano approvato senza batter ciglio quella scandalosa legge che ha provocato solo danni e malcontenti tra il personale scolastico.
Oggi, a distanza di 20 mesi, quei politici che si dichiarano di sinistra (ma definiti dal mondo della scuola INCOERENTI ed ARRIVISTI) pretendono che il governo Gentiloni non stacchi la spina e si giunga con la stessa legislatura fino al 2018. La paura di concludere prematuramente questa esperienza parlamentare è legata allo spauracchio di perdere le future elezioni. Si tira a campare, solo nella speranza che i docenti dimentichino al più presto le immonde scelte di quella compagine di governo che approvava a colpi di fiducia la Buona Scuola. Gli stessi che sono stati eccessivamente indifferenti alle roboanti proteste di allora, sia dei sindacati che degli stessi insegnanti, troppo preoccupati di quello che sarebbe accaduto loro nei prossimi mesi e nei prossimi anni, oggi chiedono di andare avanti fino al 2018. Perseverare è davvero diabolico.
Non staccare la linfa vitale a questo governo, così come chiedono i Dem, significa confermare le omissioni che allora i vari Speranza, D’Alema e Bersani hanno compiuto ai danni di centinaia di migliaia di lavoratori del comparto scolastico. Insomma, oltre al danno provocato ai docenti ora si pretende che gli stessi subiscano anche l’ulteriore beffa.

Il popolo della scuola: “Non ci interessa più nulla del PD”, oramai è troppo tardi

Al mondo della scuola non interessa più delle sorti del Partito Democratico, del Partito di Renzi, di quello dei vari D’Alema, Speranza o Bersani. Al mondo della scuola non interessano più le beghe interne, quelle servono solo a mantenere il potere e non certo il consenso degli elettori. A proposito del consenso, il lontano ricordo del 41% delle elezioni europee rimarrà una ‘chimera’ tra le tante che il PD potrà vantare.
Ritornando alla querelle in atto in queste ore nel PD e che si delineerà domani, qualsiasi novità – a detta di molti insegnanti – lascerà nella più totale indifferenza il mondo della scuola e il popolo che la costituisce nella sua totalità. ‘Ma chi se ne frega’, direbbe anche il più intollerabile dei docenti. Spaccare un partito come il PD non significa proprio nulla: qualcuno parla del 6,5% e qualcun altro del 7% dei consensi. Solo numeri e aria fritta. L’ultimo referendum costituzionale ha rammentato che il consenso si costruisce non con le parole e con l’arroganza, ma con la massima condivisione del popolo, unico sovrano di questa Italia.

Gli insegnanti: “Spaccate pure questo PD, la scuola se ne ‘frega’ delle vostre beghe”

telegram-scuolainforma-336x280

Spaccatevi, disunitevi, frammentatevi, scioglietevi, fatelo e basta. Tanto, oramai il danno è stato compiuto. Non basterebbe nemmeno un’altra generazione per far cambiare idea ed opinione politica ai prof, oramai troppo delusi e stanchi di ascoltare le schizofreniche dichiarazioni del leader di turno del PD, di destra, di centro e di sinistra.
Puoi seguire tutti i nostri articoli e aggiornamenti dalla nostra pagina Facebook.