Il Video storytelling ora fa scuola
Il Video storytelling ora fa scuola

Chi ha studiato psicologia, filosofia e PNL sa che le persone comunicano soprattutto con le immagini e i suoni. La domanda, quindi, sorge spontanea: i cartoni animati possono essere educativi? Certo! I cartoni animati piacciono così tanto ai più piccoli per il fatto di contenere al loro interno le loro immagini, i colori e a volte le canzoni; riescono proprio ad incantarli, a volte, persino ai grandi. Molto spesso, i cartoni animati restano impressi nella nostra mente per molti anni e quindi la Pixar, nota azienda di animazione, ha ben pensato di entrare a scuola per insegnare a creare video storytelling. Di cosa si tratta?

Storytelling educativo: la nuova frontiera della formazione

La Pixar, nota casa cinematografica americana specializzata in lungometraggi d’animazione, ha avviato un programma di formazione sull’arte dello storytelling per tutti coloro che sono interessati nella creazione di narrazioni digitali e animazioni virtuali. Per realizzalo, la Pixar ha chiesto la collaborazione dell’organizzazione educativa Khan Academy. Ora basta solo attendere l’avvio ufficiale anche qui in Italia.

Storytelling e non solo: l’educazione e la formazione sempre più digitali

In realtà, nel nostro Paese programmi simili già sono stati avviati: al mondo d’oggi, in cui i bambini hanno un calo d’attenzione per via degli eccessivi stimoli, lo storytelling educativo risulta essere molto utile a fini didattici. Ad esempio, Kaderby Media è una start up italiana che, dopo anni di formazione anche all’estero, stanno provando ad innovare la didattica anche nel nostro Paese. Un esempio è il progetto Schooltoon.
In più, sono sempre di più i corsi di formazione on line, in cui si guardano video-lezioni per l’aggiornamento. A volte capita che alcuni siti nascono per aiutare gli studenti negli studi per poi allargarsi anche ai professori. E’ successo, ad esempio, con la start up milanese Oil Project in cui, oltre ad aiutare gli alunni in difficoltà, affianca anche i professori nel trovare soluzioni didattiche alternative.