sentenze

Le sentenze emesse dai tribunali italiani hanno spesso prodotto contrasti e disorientamento tra gli addetti ai lavori. I recenti rigetti del Tar in merito alla richiesta di inclusione nelle Graduatorie ad Esaurimento provocano scompiglio laddove si pensava che le questioni sollevate fossero state risolte. Ma dagli archivi delle sentenze emesse dal Consiglio di Stato ne emergono due in particolare sulla natura concorsuale delle graduatorie di istituto. Si tratta della sentenza n. 7773 del 15 febbraio 2012 e della sentenza n. 5795 del 24 novembre 2014 entrambe emesse dalla VI sezione.

LE SENTENZE

Nell’immagine inserita in questo articolo mettiamo in risalto la parte di interesse in questione.
Nel caso di specie venendo in rilievo un graduatoria di istituto deve ritenersi che si è in presenza di una vera e propria procedura concorsuale, con giurisdizione del giudice amministrativo.”
Per chi volesse leggere il testo integrale della sentenza in questione rimandiamo al file inserito in allegato in fondo a questo articolo. Non a caso chi richiede la riapertura delle Gae attraverso alcune mozioni ai parlamentari, come descrivevamo in quest’altro articolo, le richiama all’interno delle proprie istanze in favore dei docenti abilitati.

UN NUOVO FILONE?

Lungi da me l’idea di dare lezioni a chi svolge la professione di avvocato e si occupa della materia sin da quando è stato impugnato il d.m. 235/2014. Forse, incentrando la questione diversamente, si potrebbe valutare l’idea di costituire nuovi atti da presentare al Tar, dato che lo stesso Cds ne richiama la competenza a giudicare, modificando il teorema originario. E cioè, non più contestare l’esclusione dalle Graduatorie ad Esaurimento in virtù dell’impugnativa dei decreti di aggiornamento del Miur ma reclamare direttamente il diritto allo scorrimento in ruolo da graduatoria di istituto, senza mettere in discussione la precedenza spettante a chi è inserito in Gae. I classici due piccioni con una fava? Chissà. In conclusione, spero solamente che questo mio umile contributo alla causa dei docenti precari venga letto da tutti i legali che si interessano alla materia del diritto scolastico.

Consiglio-di-Stato-Sentenza-n.-5795-2014